REGGELLO (Firenze) (Ansa) – Da Gaza a Reggello (Firenze) per un futuro di cure e speranza.

Qaseb, quattro anni e già una storia difficile alle spalle a causa della sua malattia e della guerra che ha distrutto tutto ciò che la sua famiglia aveva a Gaza, insieme alla mamma sono ospiti da ieri della Fondazione Giovanni Paolo II nella parrocchia di Sant’Agata in Arfoli a Reggello.
Negli spazi messi a disposizione dalla parrocchia già da qualche settimana vive un’altra famiglia arrivata da Gaza City, composta da padre, madre e quattro figli di cui la seconda, Nour di 17 anni, è curata dagli specialisti dell’ospedale Meyer di Firenze.
Proprio la patologia di Qaseb e Nour, si spiega in una nota, che non poteva più essere curata in una Gaza dove gli ospedali sono stati distrutti e mancano medicine e terapie, è diventata il lasciapassare per loro e le proprie famiglie grazie al corridoio sanitario aperto dalla cooperazione internazionale per i casi più gravi.
Come già avvenuto per Nour e la sua famiglia, dopo un primo periodo di permanenza in una struttura della Caritas accanto al Meyer per poter garantire cure intensive e immediate, anche Qaseb e mamma Islam hanno dovuto trovare un nuovo alloggio per lasciare posto a chi ha bisogno, come loro, di un luogo sicuro dove potersi curare in tempi rapidi. La prefettura di Firenze ha contattato nuovamente la Fondazione Giovanni Paolo II; il responsabile dell’accoglienza Stefano Ermini ha trovato nuovamente l’ospitalità nella parrocchia di don Roberto Brandi. Ieri Qaseb e Islam hanno conosciuto la comunità di Sant’Agata in Arfoli e i loro nuovi coinquilini.
Ad accoglierli c’erano anche il sindaco di Reggello Piero Giunti con l’assessore Adele Bartolini e l’operatrice dell’accoglienza della Fondazione Giovanni Paolo II Christine Hazboun, palestinese originaria di Betlemme che sta anche svolgendo il ruolo di mediatore linguistico.





