mercoledì, Settembre 9, 2026

Bimbo trapiantato, il cuore viaggiò in un comune box di plastica e con ghiaccio secco

NAPOLI (ANSA) – Sarebbe stato un ‘comune’ contenitore di plastica rigida a contenere il cuore trapiantato il 23 dicembre sul bimbo di Napoli, organo poi rivelatosi danneggiato a causa delle temperature troppo basse, e non un box ‘tecnologico’ in grado di mantenere costanti e monitorate le temperature: è uno dei profili che emergono dopo il sequestro del contenitore, eseguito nei giorni scorsi dal Nas di Napoli.

Il nodo cruciale però non risiederebbe tanto nella tipologia del box usato, quanto nell’uso, invece del ghiaccio tradizionale, di quello secco, che arriva fino a -80 gradi e che avrebbe ‘bruciato’ l’organo.

Di questo si sta occupando il Nas di Trento, competente su Bolzano, città dove quel giorno non si è recata solo l’equipe partenopea, ma anche medici provenienti da altre località per il prelievo di diversi organi espiantati. I carabinieri dovranno anche accertare chi ha reperito in loco il ghiaccio e chi ha (o non ha) eseguito controlli prima della partenza alla volta di Napoli. Il contenitore di plastica è stato sequestrato nei giorni scorsi dal Nas di Napoli che, coordinato dalla Procura partenopea (VI sezione, pm Giuseppe Tittaferrante, procuratore aggiunto Antonio Ricci), sta indagando per fare luce su quanto avvenuto il 23 dicembre 2025.

Dal prelievo al trapianto

E’ la velocità la prima condizione per rendere possibile un trapianto di cuore o di organi in generale. E nel caso del cuore, i tempi sono particolarmente stretti: solo 5 ore possono trascorrere dal momento del prelievo a quello del trapianto nel paziente ricevente. Una corsa contro il tempo che prevede un lavoro d’equipe e una serrata organizzazione.

Assicurare il trasporto tempestivo di organi e tessuti, spiegano infatti dal Centro nazionale trapianti (Cnt), rappresenta una delle fasi più delicate del complesso processo che porta al trapianto. Infatti, gli organi non possono essere conservati a lungo termine poichè presentano un tempo di ischemia molto stretto e differente per cuore, rene, fegato e polmone. Il tempo di ischemia è il periodo durante il quale gli organi o i tessuti sono privi dell’apporto di sangue e di ossigeno e, per questo, possono danneggiarsi. Il tempo di ischemia per cuore e polmoni va dalle 3 alle 5 ore; per il fegato dalle 5 alle 7 ore; per i reni dalle 12 alle 18 ore. Dopo il prelievo, nella maggior parte dei casi gli organi – opportunamente conservati – sono trasportati su strada con i mezzi e gli operatori dei servizi di emergenza-urgenza regionali. Si tratta di ambulanze o di auto mediche che portano a destinazione l’organo donato per procedere al trapianto. In altri casi, quando i chilometri da percorrere sono tanti e c ‘è poco tempo a disposizione, gli organi o le equipe per il prelievo viaggiano in aereo, con voli di linea o compagnie private. Un viaggi che si differenzia per i vari organi: cuore e polmoni sono sempre accompagnati da equipe. Il fegato, invece, può viaggiare senza equipe al seguito e solitamente è trasportato in aereo. Il rene, generalmente è trasportato su gomma ma, se le distanze lo richiedono, può viaggiare anche in aereo con voli di linea.

In alcuni casi, come per la realizzazione dei prelievi e i trapianti di rene in caso di catene cross-over, la Polizia stradale mette a disposizione del sistema la Lamborghini (Urus e Huracan) e i piloti appositamente formati a condurre veicoli ad alta velocità. L’utilizzo di questi mezzi è previsto nell’ambito di un accordo di collaborazione tra la Polizia di Stato e il Cnt. Ci sono poi casi particolari, quando è impossibile attivare voli privati, in cui il Cnt richiede l’intervento della Presidenza del Consiglio dei ministri per attivare un volo di Stato, attraverso la collaborazione con l’Aeronautica militare e il 31/mo stormo.

Di recente, il Cnt ha siglato anche un accordo di collaborazione con Trenitalia per il trasporto gratuito a bordo delle Frecce dei campioni di materiale biologico la cui analisi è necessaria per stabilire la compatibilità tra donatore e ricevente prima di ogni trapianto.

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