mercoledì, Settembre 9, 2026

Bologna ricorda Lucio Dalla con una grande mostra

di Giacomo Martini

BOLOGNA – Dal 4 marzo al 17 luglio Bologna, negli spazi del Museo Civico Archeologico, ospiterà una grande mostra dal titolo “Lucio Dalla: anche se il tempo passa“, verrà poi spostata a Roma, e nel 2023 a Napoli e Milano.

Ideata e organizzata dalla società C.o.r. di Roma e curata da Alessandro Nicosia che dichiara “è stato un lavoro lungo e complicato, ogni singola cosa di Dalla è vincolata da diritti e da proprietà, ma è stato un lavoro entusiasmante, ho raccolto trenta diverse testimonianze per fare un po’ di ordine nella vita di Dalla, sulle date e sulle tante leggende metropolitane che girano sul suo nome, pertanto la mostra è in grado di offrire una lettura davvero completa dell’artista“.

Lucio Dalla

E la scelta di Bologna era obbligata, Lucio Dalla era Bologna, basta percorrere via D’Azeglio, abitava al numero civico 15, e si entra immediatamente nel mondo di Lucio. Sul muro del palazzo dove abitava è disegnata una sua grande sagoma nera circondata da quattro gabbiani in volo verso il cielo.

Nei negozi della via e nell’albergo Roma ci sono foto, ricordi, frammenti di un passato che lo ricordano come persona, come musicista, come un artista che tutti amavano. Nella mostra sono esposte le locandine che testimoniamo della sua lunga vita sui palcoscenici da quando era un bambino, clown, ballerino, cantante, e poi attore. In una sezione della mostra sono catalogate trecento persone che hanno avuto rapporto con lui.

Un’altra sezione è dedicata al jazz e al clarinetto, lo strumento che amava di più di cui ci ricorda Pupi Avati quando Dalla partecipava ad un gruppo come solista, la Reno Dixieland Jazz Band, formato quasi tutto da ginecologi dimostrando immediatamente il suo valore.

“Questa musica il jazz, l’aveva dentro, lo invidiavo molto“ ricorda il grande regista. “Suonavano sotto le due torri a Bologna, in piazza Ravegnana, in un locale che si chiamava Whisky a go go, dopo andavamo in un birreria dove con 50 lire mangiavamo tonno, fagioli e cipolla, in una di quelle serate Dalla incontrò Gino Paoli che gli fece stampare il suo primo singolo”.

La mostra attraverso le testimonianze orali degli amici, a cominciare da quella di Franco Degli Esposti, fratello di Piera Degli Esposti, compagno di banco di Dalla in terza elementare che ricorda quegli anni, fino a quella di Marco Alemanno, il suo compagno negli ultimi quindici anni di vita da cui emerge la forte spiritualità di Dalla; e ancora i ricordi della cantante Angela Baraldi da cui scopriamo la sua religiosità particolare molto legato a Padre Pio. E ancora Mimmo Paladino che lo utilizzo nella parte di Sancho Panza nel suo film Don Chisciotte.

Un lungo racconto che ci aiuta a capire ed a comprendere anche i più intimi segreti dell’artista che da Bologna attraverso l’Italia fino a scoprire il sud che amò immensamente, la casa in Sicilia vicino all’altro grande amico Franco Battiato e le isole Tremiti, Stromboli e tanto altro.

Un viaggio nella musica italiana dove Dalla fu e rimane una eccellenza indimenticabile ed un innovatore unico. La mostra sarà accompagnata da un catalogo con testimonianze e foto inedite.

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