di Marzio Dolfi
PISTOIA – Smascherato un traffico clandestino di gas fluoranti (F-gas), assai pericolosi per l’ambiente, detenuti e utilizzati in modo del tutto fuori dalla legge.

L’inchiesta dei Carabinieri forestali pistoiesi ha portato al controllo di 20 aziende fra rivenditori di F-gas, aziende di apparecchiature che li contengono e ditte di assistenza e manutenzione.
Il bilancio dell’indagine, che è tuttora in corso, sono 7 sequestri di bombole di F-gas di provenienza illecita (per un totale di una tonnellata di materiale), due persone denunciate all’autorità giudiziaria per non corretto smaltimento di materiale pericoloso e 21 sanzioni amministrative (per oltre 70.000 euro) per violazione di norme per il possesso e l’uso di F-gas “proibito”.

Questi tipi di gas sono impiegati soprattutto nei settori della refrigerazione, nei condizionatori e nelle pompe di calore.
Gli investigatori stanno cercando ora di arrivare al capo della matassa: ricostruendo il percorso e l’origine da cui parte il gas illegale. Si pensa a paesi dell’est, ma non si escludono anche punti di partenza più lontani, ad esempio la Cina.
I gas fluorurati al centro dell’inchiesta sono particolarmente potenti e micidiali per l’effetto serra, fino a 23.000 volte più inquinanti del CO2. Per questo sono sottoposti a una legislazione particolarmente stringente con un regolamento Ue del 2014 a cui è seguito un Dpr emanato dal nostro Governo nel 2018.
Produttori e importatori non possono uscire dai limiti di una “quota annua” controllata da un apposito “Registro elettronico delle quote”.

Vincoli aggirati però, come dimostra l’inchiesta pistoiese, da importazioni illegali, che rappresentano non solo un reato, ma anche una mina vagante per l’ambiente.
I Carabinieri del NIPAF (Nucleo Investigativo Polizia Ambientale e Forestale) di Pistoia coordinato dal tenente colonnello Fernando Baldi hanno scoperchiato una pentola.

Una inchiesta partita appunto da Pistoia, estesa a Prato e “sconfinata” a nord e a sud, in alcune zone delle provincie di Milano e Reggio Calabria, partita nell’agosto del 2020 e portata avanti con continuità, mettendo a nudo un mercato nero parallelo di gas fluoranti micidiali per l’ambiente, se non sottoposti a giusti controlli e a un utilizzo mirato e sorvegliato.
Gli utilizzatori finali – è l’invito dei Carabinieri – devono rivolgersi a installatori certificati. E quest’ultimi per conto loro sono tenuti ad utilizzare soltanto materiale che abbia le dovute certificazioni e la garanzia di una origine adeguata. Certo una bombola senza nessuna vidimazione (e con un ‘R 404’ messo al centro di un nudo contenitore senza nessuna etichetta né indicazione del produttore – come quelle che sono state sequestrate – non può essere di sicuro garanzia di sicurezza e rispetto della legge.








