mercoledì, Maggio 20, 2026

Bullismo e Cyberbullismo, incontro all’Istituto Comprensivo Raffaello di Pistoia

PISTOIA – Un incontro con le seconde classi della secondaria dell’Istituto che avevano partecipato al concorso indetto dall’Associazione Nazionale Carabinieri di Pistoia; un concorso molto partecipato i cui elaborati sono stati raccolti in un volumetto donato ai ragazzi e alle ragazze della scuola.

I partecipanti all’incontro al Comprensivo Raffaello

L’incontro si è svolto nell’aula magna della Raffaello dove esperti ed operatori hanno intrattenuto i ragazzi per farli riflettere su un fenomeno sempre più diffuso fra i giovani.

L’incontro è stato organizzato dalla Dirigente della Scuola, Simona Selene Scatizzi con gli interventi del Maresciallo dei Carabinieri Leonardo Ferri della Stazione CC di Pistoia, dell’avv. Luca Innocenti, dello psicologo psicoterapeuta Matteo Marini e del presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Pistoia, Antonio Iadanza. Hanno salutato gli studenti Miriam Valentino, delegata dell’Ufficio Scolastico provinciale e la comandante della Compagnia Carabinieri di Pistoia, Ten.Col. Antonietta Petrone.

Studenti e studentesse hanno mostrato molto interesse all’argomento grazie ai riferimenti esemplificativi e concreti fatti da coloro che per mestiere si occupano del fenomeno sia per prevenirlo, reprimerlo o studiarne dinamiche e comportamenti.

In particolare sono stati portati all’attenzione dell’uditorio i comportamenti dei bulli, come riconoscerli e soprattutto i comportamenti da mettere in atto ai primi segnali di essere preso di mira come oggetto della prevaricazione o della violenza, sia fisica che psicologica.

Nella spiegazione è stato fatto uso di una sorta di decalogo per illustrare i possibili segnali che danno adito al bullismo con particolare attenzione a quello cyber messo in atto attraverso i social, più subdolo e sfuggente che con piùfacilità nasconde la percezione del pericolo.

Particolare cura è stata posta a cosa fare in presenza di attenzioni deviate con la raccomandazione di parlarne: con i genitori, con gli insegnanti e all’occorrenza con le forze dell’ordine che possono intervenire e aiutare. Quello che non va assolutamente fatto, è stata la raccomandazione di tutti, è chiudersi in se stessi pensando che tutto dipenda dalla propria debolezza e doversi vergognare dell’incapacità a reagire da soli.

Alla fine l’interesse dei ragazzi, oltre che dalla silenziosa attenzione, è stato confermato dalle domande poste agli interlocutori e i calorosi applausi di commiato.

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