ROMA – ENPA, LAC, LAV, Legambiente, Lipu e WWF Italia esprimono sdegno e ferma opposizione alla proposta avanzata dalla cabina di regia delle associazioni venatorie della Toscana che, con una lettera indirizzata al Presidente della Regione Eugenio Giani, chiede l’attivazione della deroga per la caccia al fringuello, una specie protetta a livello europeo.

Una richiesta inaccettabile, anzi irricevibile, che rappresenta un gravissimo passo indietro di oltre trent’anni in ambito ambientale, culturale e giuridico. Non si tratta solo di un attacco alla biodiversità, ma di un sicuro nuovo fronte di contenzioso con l’Unione Europea: proprio le deroghe concesse in passato da alcune Regioni italiane per la caccia a specie protette sono state oggetto di diverse procedure d’infrazione da parte della Commissione Europea.
Appare evidente come, dietro l’invocazione della “tradizione”, si celi il tentativo di reintrodurre pratiche anacronistiche e dannose, ignorando le conseguenze legali e ambientali che tali azioni comporterebbero per l’intero Paese. L’attivazione della deroga, se approvata, potrebbe infatti comportare sanzioni economiche a carico dell’Italia, che ricadrebbero sull’intera collettività.
La Direttiva “Uccelli 2009/147/CE” è chiara: l’articolo 9 consente deroghe solo in presenza di condizioni rigorose. In questo caso, si tratterebbe di una deroga ex lettera c), motivata da fini ricreativi e basata sul principio della “piccola quantità”, un presupposto completamente disatteso, vista la richiesta di abbattimento di 119.847 fringuelli, un numero chiaramente incompatibile con qualsiasi definizione di “quantità limitata”. Ricordiamo che il fringuello è una specie che pesa appena 20 grammi, simbolo della piccola fauna selvatica che dovrebbe essere tutelata, non certo cacciata per puro divertimento.
In un’epoca segnata da una crisi ecologica senza precedenti e dal drammatico declino della biodiversità, non è più tollerabile giustificare la distruzione di specie protette in nome di usanze superate. Invitiamo quindi il Presidente Giani e l’intera Giunta regionale a respingere con decisione questa proposta inaccettabile. E ribadiamo che l’eventuale concessione della deroga sarebbe non solo illegittima sul piano giuridico, ma anche eticamente inaccettabile, culturalmente regressiva e profondamente impopolare.
L’opinione pubblica italiana, infatti, si è già ampiamente espressa contro la caccia per divertimento a specie protette. ENPA, LAC, LAV, Legambiente, Lipu e WWF Italia si appellano al senso di responsabilità delle istituzioni affinché prevalga la tutela della natura e del bene comune, e non gli interessi di una minoranza che continua a ignorare le normative europee, la scienza e il sentimento diffuso della cittadinanza.









