mercoledì, Settembre 9, 2026

Caddy e risciò, a Firenze stop nel centro storico

FIRENZE (Ansa) – Caddy, risciò o altri mezzi atipici saranno vietati nell’area Unesco di Firenze, ovvero nel centro storico della città, grazie al “regolamento per lo svolgimento dell’attività di trasporto turistico” che a breve sarà approvato in giunta comunale, in seguito al vaglio del Consiglio Comunale prima di entrare in vigore.

In concreto il trasporto effettuato con i mezzi atipici viene vietato su tutta l’area Unesco eccezion fatta per le navette turistiche elettriche (in numero massimo di 24) che dovranno rispettare alcune caratteristiche (massimo 8 passeggeri, colore bianco, omologazione come veicoli atipici M1, dotate di tutti i dispositivi di sicurezza, intestate ad agenzie di viaggio e turismo) e solo su due itinerari prestabiliti dal Comune per il quale dovranno chiedere il nulla osta alla direzione mobilità.

Il regolamento, preparato dall’assessorato al turismo guidato da Jacopo Vicini e da quello alla mobilità guidato da Andrea Giorgio, ha come obiettivo quello di disciplinare il trasporto turistico nell’area Unesco e dare regole certe e garanzie di sicurezza a chi li usa e ai frequentatori della città.

Un passo, atteso, verso un turismo di qualità e verso la tutela degli operatori professionali del trasporto persone e delle guide turistiche”.

Parere favorevole alla stretta sui veicoli “atipici” da parte di Confartigianato Imprese Firenze, che, con Sylvia Bouyahia, presidente di Confartigianato Taxi, e Irene Floris, presidente di Confartigianato Turismo, ricorda di “aver sempre chiesto, semplicemente, di far rispettare la legge e di porre un freno a una proliferazione incontrollata di questi mezzi che, abusivamente, svolgono attività di trasporto persone e di guide turistiche”.

“Il centro non può diventare una zona franca – sottolineano -: l’economia turistica è importante per Firenze, ma va saputa regolamentare. Se vogliamo che Firenze resti la culla della bellezza, non può essere soffocata da sciami incontrollati di mezzi, che rendono il tutto insostenibile e brutto sia per i fiorentini sia per i turisti”. “In generale, bisogna far sì che l’offerta turistica compia un salto di qualità dal punto di vista professionale e qualitativo e questo è un passo importante nella giusta direzione”, concludono Bouyahia e Floris.

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