PRATO – In occasione della visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a Prato per la riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, il presidente della Provincia e sindaco di Montemurlo Simone Calamai ha ribadito la necessità di interventi concreti da parte dello Stato per affrontare le criticità del territorio.

“Prato e la sua provincia meritano risposte certe – ha sottolineato –. La nostra è una città importante, la terza del Centro Italia, una realtà dinamica che, bisogna ricordarlo, rappresenta il primo distretto manifatturiero a livello europeo.
Oggi la convocazione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza a Prato è stato un segnale importante, che deve però essere accompagnato da fatti e azioni. Per questo spero che seguano prontamente risposte concrete a partire dal rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine, del tribunale e del carcere”.
Tra le richieste avanzate, l’innalzamento di livello della questura di Prato (nei prossimi mesi dovrebbero arrivare rinforzi ndr.). Il sindaco ha comunque espresso apprezzamento per l’annuncio del ministro sulla trasformazione della Tenenza dei Carabinieri di Montemurlo in Compagnia.
“Per quanto riguarda il discorso carcere, che ho avuto modo di visitare pochi giorni fa, la situazione resta grave – ha dichiarato –. Serve più personale di polizia penitenziaria per garantire sia le misure detentive, che quelle rieducative, cosa che ad oggi è praticamente impossibile fare. Va considerata anche la situazione del personale sanitario presente nella struttura, che lavora con sotto-dimensionamento e forte stress”. Calamai ha ricordato anche la notizia della morte, seppur naturale, di un detenuto avvenuta ieri, 14 agosto.
Il presidente della provincia ha poi richiamato l’attenzione su problemi strutturali del territorio, come lo sfruttamento nei luoghi di lavoro e le infiltrazioni mafiose, evidenziati anche dal procuratore di Prato Luca Tescaroli e dal procuratore capo della Direzione distrettuale antimafia di Firenze Filippo Spiezia.
Pur senza nascondere le criticità, Calamai rifiuta un racconto della città solo negativo: “Prato ha sempre dato tanto al nostro Paese. Non possiamo dimenticare che, nonostante le complessità del presente, quella pratese sia sempre stata una terra accogliente, un laboratorio sociale di inclusione, come pochi altri in Italia. Un territorio laborioso che ha creato opportunità di sviluppo e benessere per migliaia di persone in cerca di un futuro migliore”.
Ha ricordato inoltre l’accoglienza, dagli anni ’60, di migranti dal Sud Italia e, dagli anni ’90, di una significativa parte di comunità asiatica che ha trasformato il tessuto sociale ed economico della città.
“Prato è terra di eccellenze, di creatività, di inclusione e di resilienza – ha proseguito –. Basti pensare alla capacità delle nostre imprese di affrontare le crisi, proprio come sta accadendo in questo momento di forte incertezza internazionale. La parte principale delle aziende del distretto è il nostro fiore all’occhiello: portano nel mondo la qualità e l’unicità del made in Italy e le competenze di un’arte, quella tessile, che affonda le sue radici nella nostra storia fin dal Medioevo”.
Per Calamai, l’azione dello Stato deve basarsi su questi valori per contrastare con efficacia i fenomeni di illegalità. Il presidente ha accolto positivamente gli annunci di Piantedosi, ma ha chiesto che questi siano rapidamente resi operativi e integrati con ulteriori misure (vedasi le 10 domande presentate dal Partito democratico pratese al ministro Piantedosi).
“Prato e provincia meritano interventi e azioni vere, concrete e risposte che consentano, a tutta la cittadinanza e alla parte buona del mondo del lavoro, di guardare ancora con fiducia al futuro”, ha concluso.



