mercoledì, Settembre 9, 2026

Calibro 35 e il loro Jazzploitation protagonisti al H/earthbeat Festival

BAGNO A RIPOLI – Ieri 14 Novembre, H/EARTHBEAT Festival 2025, organizzato da Music Pool con la direzione artistica di Enrico Romero, fa tappa alla Casa del Popolo di Grassina, nuova “casa” per il Viper Theatre, per l’attesissimo concerto JAZZPLOITATION dei CALIBRO 35.

La sala si è riempita lentamente, ma con una tensione crescente. Il brusio iniziale sembrava già parte della partitura, come se il pubblico stesse accordando la propria attenzione. Quando i Calibro 35 hanno preso posto sul palco, l’atmosfera si è trasformata: non era più solo attesa, ma immersione.

Alcuni scatti del concerto dei Calibro 35 a Bagno a Ripoli (fotografie di Simone Tofani)

Il trittico d’apertura con i brani “Reptile Sturt”, “Mescaline 6” e “Chameleon” ha imposto subito il tono della serata. Il groove era serrato, la batteria di Fabio Rondanini scandiva il tempo come un metronomo impazzito, mentre il basso di Roberto Dragonetti scavava linee profonde e cinematografiche. La chitarra e i synth di Massimo Martellotta aggiungevano tensione, e i fiati di Enrico Gabrielli aprivano squarci improvvisi, come fenditure di luce in un film noir.

Il pubblico si è trovato catapultato in un territorio nuovo, dove il concerto diventava esplorazione e racconto.

Il cuore del set ha visto emergere brani come “Gassman”, “Nautilus”, “Chaser” e l’ultimo singolo pubblicato, “Harlem Nocturne”. Un flusso sonoro denso, vibrante, capace di alternare momenti di tensione cinematografica a esplosioni di groove puro. Non era jazz nel senso canonico, ma contaminazione: funk, soul, rock, improvvisazione. Ogni pezzo sembrava un frammento di colonna sonora.

Questa chiave di alternative jazz, già al centro del loro ultimo album Exploration, ha portato la band a un riconoscimento internazionale di grande prestigio: la nomination ai GRAMMY® Awards, nella categoria Alternative Jazz. Un traguardo che ha reso la serata ancora più significativa, perché ogni nota suonata sul palco di Grassina sembrava dialogare con quella consacrazione globale.

“Mission Impossible” ha fatto da ponte tra il set principale e il bis, alimentando l’elettricità nell’aria e preparando il pubblico a un ritorno sul palco che si sentiva imminente. Quando i Calibro 35 sono riapparsi, lo hanno fatto con eleganza e potenza, scegliendo di chiudere la serata con “Notte In Bovisa”, brano emblematico che ha sigillato l’intera esperienza con un’atmosfera sospesa tra noir e nostalgia urbana.

Il concerto non è stato un semplice episodio del festival, ma un manifesto: i Calibro 35 hanno dimostrato che il jazz può ancora essere terreno di avventura, contaminazione e scoperta.

Una serata che ha lasciato il pubblico con la sensazione di aver toccato qualcosa di raro: il suono che si reinventa, senza mai perdere la sua anima.

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