giovedì, Agosto 27, 2026

Calo iscritti Medicina, Fimmg Toscana: “Non basta aumentare i posti all’Università”

FIRENZE – “Il calo degli iscritti al semestre aperto per Medicina, Odontoiatria e Veterinaria  è un dato sul quale dobbiamo riflettere. Non basta aumentare i posti disponibili all’Università se poi non ci preoccupiamo anche delle condizioni concrete nelle quali gli studenti devono vivere e formarsi. La casa, il costo della vita e i servizi non sono questioni separate dalla formazione dei futuri medici, ma ne sono parte integrante”.

Una lezione a Medicina a Firenze

A dirlo è Niccolò Biancalani, segretario regionale di Fimmg Toscana, commentando la diminuzione degli iscritti al semestre aperto per l’accesso a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria alle Università di Firenze, Pisa e Siena, nonostante l’aumento dei posti disponibili.
“Il nuovo sistema del semestre filtro può certamente avere inciso sulle scelte di alcuni studenti e sarà importante valutarne con attenzione gli effetti. Ma credo che sarebbe riduttivo fermarsi soltanto a questo aspetto. Il dato  pone una questione più generale – riflette Biancalani – e cioè: quanto è oggi accessibile una città universitaria per un ragazzo o una ragazza che deve affrontare un percorso lungo e impegnativo come quello di Medicina?”.

Per il segretario del sindacato dei medici di famiglia della Toscana, il tema della formazione dei medici deve essere affrontato guardando all’intero percorso che porta un giovane dall’università alla professione. “Non possiamo preoccuparci della carenza dei medici soltanto quando questi professionisti hanno trent’anni e stanno per entrare nel sistema sanitario, dimenticandoci delle condizioni nelle quali, molti anni prima, devono studiare e vivere. Se vogliamo programmare il futuro della sanità – prosegue Biancalani – dobbiamo preoccuparci anche di chi oggi sceglie, o rischia di non poter scegliere, di intraprendere questo percorso”.

In questo quadro, secondo il segretario di Fimmg Toscana, il tema della casa assume un’importanza centrale, soprattutto a Firenze. “Il costo della vita e soprattutto quello degli affitti possono condizionare sempre di più le scelte degli studenti e delle loro famiglie. È quindi positivo l’impegno che il Comune di Firenze, la Regione Toscana e altre realtà come la Fondazione CR Firenze stanno portando avanti su questo fronte, prevedendo investimenti su studentati e formule come il co-housing. È una direzione sulla quale bisogna continuare e investire – sottolinea Biancalani – perché il diritto allo studio passa anche dalla possibilità concreta di trovare una casa e vivere in una città senza che questo rappresenti un ostacolo insormontabile”.
“Io credo che serva un vero e proprio piano di accoglienza per gli studenti che tenga insieme diritto all’abitare, studio e formazione, qualità dei servizi, coinvolgendo tutti gli attori anche privati della vita pubblica fiorentina. Firenze – spiega ancora il segretario della Fimmg Toscana – ha un’offerta universitaria di altissimo livello e deve continuare a essere una città capace di attrarre giovani, dall’Italia e dall’estero, ma anche di metterli concretamente nelle condizioni di restare e studiare qui”.
“Se vogliamo avere domani i medici di cui il nostro sistema sanitario avrà bisogno – conclude Biancalani – dobbiamo cominciare oggi a creare le condizioni perché i giovani possano scegliere questa strada e percorrerla fino in fondo. E questo significa occuparsi dell’università, ma anche della casa, del costo della vita e dell’accoglienza. La formazione dei futuri medici non comincia quando entrano in corsia: comincia dal momento in cui decidono di iscriversi all’università”.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome


ultime dalle province