mercoledì, Settembre 9, 2026

“Cambio nome liceo scientifico, perplessità ed obiezioni”

PISTOIA – “In merito alla proposta riguardante il cambio di nome del Liceo Scientifico “Amedeo di Savoia Duca D’Aosta” sono già state sollevate giuste perplessità ed obiezioni, le quali vengono qui interamente sottoscritte. Ciò che si desidera porre ulteriormente in evidenza, è la fondamentale questione della salvaguardia di tutto ciò che possiede intrinseco valore, dal punto di vista storico e culturale.

L’ eroica personalità, il notevole prestigio militare, la predilezione per la cultura scientifica del duca sono storicamente attestati e sono all’origine della scelta d’intitolare allo stesso il Liceo Scientifico – come si può constatare anche dalla pagina dedicata alla presentazione storica che compare sul sito online del Liceo. 

Si argomenta, nell’intento di giustificare l’appropriatezza del cambio di nome, che quello attuale richiami alla monarchia ed alla collusione al Fascismo. È da notare che questo secondo richiamo è unicamente presunto, poiché, come già stato adeguatamente sottolineato, ciò che è possibile evincere leggendo la Storia è, al contrario, il mantenimento d’un certo distacco dal regime da parte del ramo degli Aosta, ed in particolare la presenza di uno spirito democratico, nonostante la propria estrazione, nel duca Amedeo. Si è fatto riferimento, per tattare di questo punto, alla carica di comandante in capo dell’esercito sul fronte africano che egli ricoprì durante la Seconda guerra mondiale.

Ora, né l’appartenenza ad una determinata dinastia, né la partecipazione alla suddetta Guerra D’Africa, di una figura riconosciuta d’eccezione per i pregi dei quali si rivestì, possono e devono bastare al fine di legittimare il cambiamento proposto: una scelta fondata su simili argomentazioni è evidentemente portatrice dei medesimi pericoli sottesi alla cancel culture. Una scelta in tal senso non rappresenterebbe altro se non la stessa volontà di cancellazione che anima questo atteggiamento, e che si esprime nel boicottaggio di opinioni, personaggi, fatti storici ritenuti non conformi alla mentalità ed alla sensibilità che spiccano nel panorama contemporaneo.

È già stato rammentato anche il particolare paradosso, insito in questa posizione, quando essa si volge a considerare situazioni inerenti al passato con la pretesa di fornirne una valutazione che le estranea dall’effettivo constesto storico e sociale cui pertengono, ricontestualizzandole nel momento presente, e vagliandole appunto secondo il pensiero dominante.

Gli individui devono invece essere posti nella condizione di poter comprendere i fatti, presenti e passati, nella loro realtà – il diritto all’informazione è riflesso del diritto di libertà di pensiero – ed è opportuno, in particolare, considerare che niente deve ostacolare l’accesso a quei fatti che costituiscono esempi di valore e di pregio, in qualsiasi contesto essi si siano prodotti. In linea di principio risulta dunque inammissibile che sedi quali gli istituti liceali, chiamate a costituire il cuore dell’avanzamento civile e culturale, dimostrino di allinearsi a una simile tendenza, poiché necessariamente essa conduce ad un impoverimento che non può, infine, non lenire il dibattito democratico e dunque il progresso sociale. 

Per tutta risposta, di fronte a queste obiezioni, coloro che si ritengono a favore del cambio d’intitolazione  confermano l’afferenza delle loro posizioni all’intrinseca intolleranza propria della suddetta tendenza, delegittimando tali obiezioni poiché provenienti da voci appartenenti a generazioni passate o, ancora, argomentano assurdamente che sarebbe lo stesso cambiamento a produrre dibattito e conoscenza circa quella figura che essi vorrebbero, evidentemente, cancellare. 

Dibattere circa la possibilità di cambiare il nome del Liceo è chiaramente legittimo, l’idea potrebbe, anzi, risultare pienamente congrua quando sostenuta da argomentazioni differenti, come quella, già avanzata, di prediligere personalità che abbiano effettivamente avuto un legame con la città di Pistoia. Purtroppo non è così che si sta portando avanti la proposta.

Cecilia Massai Mariani

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