mercoledì, Agosto 5, 2026

Camera penale e sindaco Capecchi in visita alla Casa circondariale di Pistoia

PISTOIA – Anche quest’anno la Camera penale di Pistoia ha aderito alla iniziativa della Unione delle Camere Penali Italiane “Ristretti in agosto”, visitando la Casa circondariale di Pistoia con una rappresentanza del proprio direttivo: gli avvocati Daria Bresciani, Lorenzo Cerri, Maurizio Bozzaotre, Sara Battistini e Lorenzo Cardelli, cui si sono uniti il sindaco di Pistoia Giovanni Capecchi, l’assessore Sandro Giannessi e il Garante dei detenuti, avvocato Tommaso Sannini.

La delegazione in visita al carcere

«La situazione che abbiamo trovato è decisamente peggiorata rispetto a quella degli anni scorsi, a causa del sovrannumero dei detenuti: 85 invece dei 63 che la struttura è destinata ad accogliere – dichiarano i rappresentanti della Camera penale di Pistoia -. Tutto ciò crea un problema sia di spazi vitali, perché i reclusi sono costretti in celle che secondo i parametri della CEDU dovrebbero ospitarne quasi la metà; sia di gestione della vita intramuraria, riducendo la possibilità di organizzare quelle attività di istruzione e ricreative che l’art. 27 della Costituzione impone laddove prevede che la pena debba tendere alla rieducazione del condannato».

Il personale amministrativo e di polizia penitenziaria è sotto organico, e ciò contribuisce a rendere ancora più difficoltosa la vita all’interno della casa circondariale. Su un organico di circa 40 agenti, ne mancano all’appello una decina.

«Quello che abbiamo tristemente riscontrato – affermano i rappresentanti dell’associazione –  è un netto contrasto tra le intenzioni della direzione, che si muovono nel senso indicato dalla nostra Carta costituzionale e la oggettiva e sistematica carenza di risorse per realizzarle. Il carcere è uno degli specchi della nostra società, non un posto dove abbandonare chi è stato condannato, ma piuttosto un luogo di rinascita: carceri migliori servono a rendere la società un posto migliore».

«La misura civica e morale di una comunità – sottolinea il sindaco Giovanni Capecchi – si riconosce soprattutto dalla capacità di guardare a chi vive nei luoghi più complessi ed esposti alla sofferenza. La Casa circondariale è parte integrante del nostro tessuto cittadino e non può essere considerata un mondo a parte o isolato dalla città. Oggi più che mai abbiamo il dovere di riaffermare tre principi fondamentali: l’ascolto autentico, il rispetto della dignità della persona e l’umanità verso tutte e tutti».

A margine dell’incontro, i rappresentanti della Camera penale di Pistoia e dell’amministrazione comunale hanno ribadito come la funzione costituzionale della pena debba sempre tendere alla rieducazione, al reinserimento sociale e al rispetto dei diritti fondamentali della persona, garantendo al contempo condizioni lavorative adeguate e dignitose per tutto il personale penitenziario.

«Ho preso un impegno con i detenuti e la direzione, quello di tornare periodicamente nella Casa circondariale per parlare e confrontarmi con loro. Ascoltare chi vive e chi opera all’interno della struttura – spiega Capecchi – significa esercitare fino in fondo il principio della partecipazione sociale. Come amministrazione continueremo a fare la nostra parte, sostenendo progetti di inclusione, formazione e cooperazione culturale che possano offrire prospettive concrete per il futuro. Nessuno deve essere lasciato indietro: l’umanità e la dignità non possono mai venire meno. Perché un sindaco deve occuparsi di tutta la città, non può dimenticare nessuno».

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