di Elisabetta Branchetti
PISTOIA – Camilla Gai è una donna di 35 anni che fin da bambina aveva un sogno che ha cercato di realizzare con tutta se stessa. Testarda, caparbia, a volte stoica, piena di difetti, ma soddisfatta di questa vita sempre sulle “montagne russe”, croce e delizia di ogni artista. Camilla alle spalle ha una famiglia che l’ha sempre supportata.

Tutto è partito con la danza quando hai iniziato?
Si è partito tutto con la danza, il mio primo amore. I miei genitori, all’età di 6 anni, mi hanno iscritta a una delle scuole di Pistoia, la Scuola di danza Isabella, dove ho studiato con le due direttrici Silvia e Beatrice Bartolozzi, e poi con il mio maestro Federico Betti. Con lui ho fatto tutto il percorso sia come allieva che, successivamente, quello per diventare insegnante di danza.
Cosa hai realizzato con questa disciplina?
Tante cose, sia sotto l’aspetto professionale ma anche umano. Professionalmente il mio amore per la danza ha fatto sì che piano piano maturasse in me la voglia di passare la mia passione, il mio sapere e la mia esperienza ad altri, quindi sono diventata insegnante. Amo tantissimo il mio lavoro, ho tantissime allieve, lavoro in 4 scuole diverse e sono tutte parte fondamentale di me. Umanamente la danza mi ha dato una disciplina, un rigore e un rispetto che difficilmente si trovano.
Oltre al ballo hai scoperto il mondo del canto. Hai sempre avuto questa passione?
Si, sempre avuta anche la passione per il canto, per la voce. Ho sempre cantato fin da piccola nella mia cameretta con in mano una spazzola come fosse un microfono.

Unendo il ballo e il canto hai iniziato a fare musical in teatro?
Ho iniziato a fare musical con una compagnia amatoriale della mia città, l’associazione si chiamava DeSidera, eravamo un gruppo di ragazzi giovani, tutti con l’amore per il teatro e mettevamo in scena spettacoli molto belli. Poi ho iniziato a fare provini ed eccomi qui.
Quando è arrivato il terzo componente ovvero la recitazione?
In realtà l’avvicinamento al canto ed alla recitazione sono andati di pari passo.
Adesso fai parte di una compagnia teatrale?
Adesso lavoro con diverse compagnie, in primis la Compagnia del Buono, compagnia stabile del teatro Verdi di Firenze diretta da Sandro Querci, al quale va, e ci tengo a sottolinearlo, tutta la mia gratitudine per le possibilità e la fiducia che mi ha sempre dato. Anche quando ero più giovane e senza esperienza lui ha creduto in me. Ho lavorato molto con Sandro attualmente ci vedrete con “L’acqua Cheta” al teatro Verdi a Firenze il 27 dicembre prossimo. A maggio 2025 sempre al Verdi a Firenze con il “Cappello di paglia di Firenze” e per il 2026 non posso ancora dire. Invece, con un’altra compagnia alla quale sono molto affezionata la “Compagnia delle formiche” di Andrea Cecchi, da sabato ripartiamo col tour di “Mortina il musical” e oltre ad altre date, il 3 novembre saremo al Teatro Verdi di Montecatini. Un altro appuntamento importante che vorrei citare è uno spettacolo molto particolare: “Quadri di donne” che si terrà il 25 novembre al teatro “Cartiere Carrara” a Firenze, uno spettacolo di Marcella Stella contro la violenza sulle donne dove parteciperò con i miei ragazzi della scuola “Firenze&Danza” di Firenze
Hai ancora un sogno nel cassetto da realizzare?
Di sogni nel cassetto ne ho sempre tanti ed ogni giorno diversi, diciamo che mi auguro di continuare ad amare il mio lavoro così come lo amo adesso e di non smettere mai di tendere al meglio.










