PISTOIA – Agli operai che sono saliti sui ponteggi, dando vita alla clamorosa protesta in via Stelvio sostenendo di ricevere la paga da tre mesi, risponde in tarda serata l’azienda Edil 84, che ha appaltato i lavori alla loro ditta. E lo fa con parole durissime, che contestano il motivo stesso della protesta.
Nella lettera inviata alla stampa – e firmata da Massimo Tempestini, capocantiere e direttore del cantiere di via Stelvio per la Edil 84 – si sostiene che la ricostruzione fatta dagli operai che stanno protestando “non corrisponde al vero” e si sottolinea che dalla ditta Pako sarebbero state fatte “delle richieste economiche esose (il termine è sottolineato, n.d.r.) e diverse dalle somme contrattualmente pattuite”.
Tempestini aggiunge anche che “il Sig. Panico Raffaele, titolare della ditta Pako si è reso irreperibile, si nega al telefono”, giudicando questo un “comportamento inspiegabile”.

Questa la dichiarazione integrale di Massimo Tempestini
“In relazione alle notizie apparse oggi sui alcuni social a riguardo a quanto sta accadendo nel cantiere di Via Stelvio, vorrei chiarire quanto segue:
Non corrisponde al vero che i dipendenti della ditta Pako abbiano lavorato nel cantiere per 3 mesi: essi sono entrati in cantiere una prima volta il giorno 5 luglio e vi sono rimasti fino al 29 luglio.
Nel mese di agosto le attività e le lavorazioni in cantiere sono proseguite, ma hanno riguardato interventi diversi da quelli di competenza della ditta Pako, i cui dipendenti sono rientrati in cantiere per ultimare le proprie lavorazioni il 31 agosto
Tali lavorazioni avrebbero dovuto essere completate entro il 3 settembre e così non è stato.

Le presenze in cantiere sono dimostrabili – e lo saranno nelle sedi giudiziarie – attraverso i registri e la documentazione del cantiere medesimo, inclusa quella sulla sicurezza ed i presidi per il contenimento del contagio da Covid 19.
Le persone ammesse in cantiere quali lavoratori della ditta Pako sono 4 e non 10 e ciò dimostra che l’occupazione del cantiere è stata organizzata e sta avvenendo anche da parte di soggetti estranei ad essi.
Tra di essi è compreso il Sig. Giuseppe Castiello che non ha mai lavorato nel cantiere e che sarà chiamato a rispondere nelle sedi giudiziarie delle cose non vere che ha dichiarato nelle interviste che ha rilasciato.
Il comportamento tenuto da queste persone (per diverse delle quali sono in corso le operazioni di identificazione perché non sono i dipendenti che hanno lavorato in precedenza per la ditta Pako) è caratterizzato da un’estrema pericolosità: è stato solo per miracolo che i materiali che hanno scagliato dall’alto del ponteggio non abbia colpito qualcuno. Come se non bastasse, ci stanno impedendo di entrare e rifiutano di scendere dal ponteggio sul quale sono saliti senza alcuna autorizzazione e senza indossare le necessarie precauzioni di sicurezza.
Questa aggressività – che, con la forza e la prepotenza, sta impedendo anche alle altre aziende ed agli altri lavoratori di proseguire nel loro lavoro, allontanandoli dal cantiere – sembra essere mirata ad intimidire la mia azienda e guarda caso è iniziata proprio nel giorno di una visita in cantiere da parte di un responsabile della Committenza.
Mi sono anche state fatte delle richieste economiche esose e diverse dalle somme contrattualmente pattuite con la ditta Pako, richieste fatte non dal titolare della stessa bensì dai suoi dipendenti .
Il Sig. Panico Raffaele, titolare della ditta Pako si è reso irreperibile, si nega al telefono e non risponde ai messaggi: non sembra anche a voi un comportamento inspiegabile ?
Massimo Tempestini







