PISTOIA – “La mia campagna parte da qui. Dall’Ambulatorio Solidale Articolo 32, in via Mameli: un posto che andrebbe visto da chiunque si candidi a governare questa città.

Ci sono medici in pensione, infermieri e volontari che ogni mattina vengono qui a visitare gratuitamente chi non può permettersi di curarsi. Professionisti che non aspettano che qualcun altro risolva il problema: lo risolvono”.
Lo scrive Giovanni Capecchi, che ha scelto appunto l’Ambulatorio Solidale come tappa da cui iniziare la sua campagna per le primarie di Coalizione, per confrontarsi con Stefania Nesi.
“Seguono tantissime persone. Famiglie con ISEE sotto gli ottomila euro – scrive ancora Capecchi – anziani che devono scegliere se pagare l’affitto o una visita.
E sapete cosa chiesero alle Istituzioni? Un semplice locale in comodato, una stanza per curare (gratis!) le persone più fragili della città.
La risposta fu no. E solo l’intervento del privato, salvò questo presidio fondamentale.
Ecco, so bene che il Comune non gestisce la sanità, non è il suo compito. Ma un sindaco ha il dovere di sapere chi nella sua città non riesce a curarsi.
Ha il dovere di mettere in rete i servizi, di parlare con la ASL, con il Terzo settore, con le associazioni. Ha il dovere di organizzare, facilitare, non voltarsi dall’altra parte.
Questa – conclude Capecchi – è la Pistoia che si prende cura. Che lo fa già, ogni giorno, senza chiedere niente in cambio. E che merita un’amministrazione che la veda, la sostenga e impari da lei.
Si parte da qui”.







