mercoledì, Settembre 9, 2026

Carlo Cappellini, la musica nel cuore che regala emozioni infinite

di Caterina Benini

CASALGUIDI – Aldo Carlo Cappellini, professore associato all’Università di Firenze, è un casalino doc anche se da moltissimi anni vive a Pistoia. In piazza Vittorio Veneto ha ancora la casa di famiglia dove è cresciuto con il padre Gino che era segretario della biblioteca Forteguerriana di Pistoia, e la mamma Rina Clara, conosciuta da tutti come Nara, che per tutta la vita si è dedicata alla casa e alla cura della famiglia.

Carlo Cappellini in concerto (foto di Stefano Di Cecio)

La passione di Carlo per la musica affonda le sue radici nell’infanzia, quando all’età di quattro anni riceve in regalo una pianola. Sicuramente in lui c’era una predisposizione innata per la musica che nel tempo è stata supportata anche dalla lungimiranza e dalla modernità della madre, che non ha mai posto limiti ai sogni, ai desideri e alle passioni del figlio. E’ anche a lei che Carlo dedica il Cd da poco pubblicato, dal titolo “From New York to Rome” che racchiude un lavoro durato circa quattro anni e che sabato 10 maggio sarà presentato in una serata concerto presso la sala Francini a Casalguidi.

“Sono cresciuto in mezzo al rigore di mio padre, studioso appassionato di libri: stava sempre chiuso nel suo studio a lavorare e la solarità di mia madre che, pur vivendo in un piccolo paese, era molto aperta nel pensiero – racconta Carlo non trattenendo l’emozione -, aveva sempre un sorriso e una parola gentile per tutti”.

Oltre a Nara, Carlo è profondamente grato a Luciano Gori. L’incontro con lui ha trasformato l’innata propensione verso la musica in qualcosa di più consapevole e strutturato.

“Luciano era il mio vicino di casa, da piccolo scavalcavo il muretto e lo ascoltavo suonare. Era un artigiano con la passione per la musica a cui dedicava davvero molto del suo tempo”.

All’età di 12 anni Carlo ha cominciato a frequentare la casa di Luciano, non solo per ascoltarlo ma anche per imparare a suonare. Da quell’incontro nasce la passione per il jazz.

Negli anni 70 a Pistoia trova spazio musicalmente e culturalmente la band “I Diplomati” capitanati da Ezio Menchi, di cui Carlo è uno dei componenti più attivi. Il gruppo in poco tempo diventa leader non solo a Pistoia, ma anche nella provincia.

“Non c’era festa o movimento studentesco nel quale non si fosse invitati a suonare”, ricorda orgogliosamente Cappellini.

Della formazione iniziale, oltre a Cappellini e Menchi, facevano parte anche Davide Pratesi, professore di inglese, Roberto Carifi, poeta e docente, Giancarlo Galardini, che per molti anni ha diretto il teatro Manzoni. Negli anni 80, il gruppo si scioglie per qualche anno per ricomporsi qualche tempo dopo grazie all’arrivo di Claudio Tesi, affermato medico medico pistoiese con un tocco unico nel suonare l’organo Hammond. Nel 2012 finalmente la band torna sulla scena musicale pistoiese con una serata all’Orange Jazz Club. La formazione subisce poi diverse variazioni fino ad arrivare all’entrata nel gruppo di Daniele Biagini a seguito della morte di Claudio Tesi. Biagini è un docente presso la scuola di musica Mabellini.

Quattro anni fa l’incontro decisivo con il maestro Piero Frassi insegnante alla Mabellini, jazzista di fama internazionale. In più occasioni ha accompagnato al piano artisti del calibro di Karima e Andrea e Matteo Bocelli. Carlo diventa suo allievo di canto e per quattro anni , tutti i lunedì va a lezione da lui. Nasce così, da un lungo lavoro di perfezionamento, studio e disciplina, l’idea di dare vita ad un Cd. Carlo, inoltre, partecipa più volte alle Jam Session che il maestro organizza al club Route 66 ad Asciano.

Carlo Cappellini, la copertina dell’album

“Piero Frassi mi ha insegnato a stare su un palco da professionista. E’ stato un incontro decisivo per me e per questo progetto al quale tengo moltissimo”, spiega Carlo.

“From New York to Rome” è stato registrato a Lucca con la collaborazione di Giacomo Luperini, mentre il missaggio è stato fatto a Livorno grazie alla professionalità di Marco Boracchino, un grande tecnico del suono. La fotografia scelta per la copertina è stata fatta da Stefano Di Cecio un ex alunno di Cappellini.

Il titolo del Cd nasce da un’idea di Frassi che ha voluto sottolineare il percorso virtuale dei brani passando dagli standard americani, alla Francia, alla Spagna fino ad arrivare a Roma con un brano di Bruno Martino dal titolo “E la chiamano estate”.

Il Cd è già stato presentato a Firenze a Radio Controcorrente, grazie a Fabrizio Berti che ha definito il lavoro: “Musica senza tempo, suonato con stile ed equilibrio”.

“La presentazione a Casalguidi ha un valore affettivo enorme – ammette il musicista -, suonare nel mio paese mi crea grande emozione, ha detto Cappellini, tengo molto a questo lavoro che ho curato nei minimi dettagli”.

Il Cd sta avendo molto successo e tanti apprezzamenti dagli addetti ai lavori.

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