PISTOIA – Un viaggio alla scoperta delle “case illustri” nel cuore di Pistoia: abitazioni segnalate da lapidi commemorative che ricordano la nascita di celebri concittadini o il soggiorno di ospiti di chiara fama.
Case, dunque, a prima vista comuni, che non spiccano per le loro qualità architettoniche o artistiche ma per il loro valore storico e memoriale, svolgendo ancora oggi l’importante funzione culturale e civile di tramandare il ricordo di personaggi illustri del passato, pistoiesi e non, che in quegli appartamenti o in quelle stanze hanno trascorso una parte significativa della propria vita. Come le lapidi sulle tombe, anche quelle lungo le strade del centro storico della città intendono catturare l’attenzione del passante frettoloso, per invitarlo alla memoria e al ricordo.

Scopriamo così che anche la nostra città è disseminata di abitazioni “illustri” che hanno visto nascere o soggiornare personalità importanti del nostro passato, anche recente, e che lapidi in marmo talvolta corrose dal tempo e di non facile lettura ne segnalano ancora oggi la presenza. Artisti, letterati, scienziati, uomini politici, eroi di guerra: molto vario è il panorama dei personaggi dei quali le vie pistoiesi recano testimonianza, tramandandone ai posteri la memoria.
L’itinerario non può che prendere avvio da via Vitoni, già via del Vento (nome dovuto probabilmente alla sua esposizione ai venti di tramontana), forse la strada pistoiese più densa di reminiscenze artistiche e letterarie. Al civico n. 15 una lapide ricorda la casa in cui, agli inizi del secolo scorso, trascorse alcuni anni la scrittrice pistoiese Gianna Manzini (1896-1974), apprezzata per la sua prosa lirica e raffinata, “che amò la sua città e la ritrasse nelle sue opere con squisita sensibilità artistica”: così recita il testo della lapide, ricordando il soggiorno di una delle voci femminili più significative del Novecento italiano.
Poco distante, al n. 21, si trova l’abitazione dove trascorse circa sei anni della propria adolescenza il poeta e critico letterario Piero Bigongiari (1914-1997), pisano di origini ma pistoiese d’adozione, che per tutta la vita ha mantenuto un forte legame con la città.
Nell’adiacente via della Madonna compaiono ben cinque interessanti memorie storiche. Al n. 41, quasi di fronte alla basilica, una iscrizione assai degradata segnala una residenza del poeta livornese Giovanni Marradi (1852-1922), che a Pistoia soggiornò prima da adolescente, per terminare gli studi classici presso il Liceo Forteguerri, e poi in età adulta, per svolgere la professione di docente di lettere: la lapide testimonia proprio il suo ritorno in città come insegnante nelle scuole pistoiesi.
Al n. 46 un’altra lapide, purtroppo molto deteriorata e quasi illeggibile, commemora il medico pistoiese Filippo Civinini (1805-1844) nel centenario della nascita: “anatomico in Pistoia e in Pisa, ricercatore sagace, illustrò le varietà umane con vedute evolutive”. Nato a Pistoia, docente di anatomia e chirurgia presso l’ateneo pisano, nonostante la morte prematura Civinini ha lasciato un’impronta non secondaria nell’ambito della ricerca medica e anatomica, ed è ricordato per la scoperta del neuroma plantare.
Al n. 52 della medesima via, poco prima della chiesa di San Vitale, si trova la casa dove visse per circa un ventennio la pittrice, traduttrice e poetessa Louisa Grace Bartolini (1818-1865), nata a Bristol da una famiglia di antiche origini fiorentine, nobildonna amante della lingua, delle lettere e dell’arte italiane, amica del filantropo pistoiese Niccolò Puccini.

Al n. 58, sul fianco della chiesa di San Vitale, una lapide ricorda il passaggio di san Francesco d’Assisi (1181-1226), che secondo la tradizione – non esistono certezze storiche al riguardo – sarebbe giunto a Pistoia nel 1220, e ospitato presso la canonica dell’ex chiesa medievale, poi scomparsa a seguito del completo rifacimento della chiesa agli inizi del Seicento.
Al civico 40 una targa segnala l’abitazione dell’avvocato Giuseppe Gargini, garibaldino che nella casa della propria famiglia ospitò lo stesso Giuseppe Garibaldi (1807-1882) nella notte tra il 14 e il 15 luglio 1867, durante un suo rapido passaggio a Pistoia nel corso dell’organizzazione della seconda campagna per la liberazione di Roma.
L’eroe dei due mondi in quei mesi era impegnato nell’arruolamento di volontari per la spedizione militare nell’agro romano contro le truppe pontificie sostenute dai francesi, che si sarebbe conclusa con un insuccesso nella battaglia di Mentana (3 novembre 1867): i suoi numerosi spostamenti lo portarono anche a Pistoia, dove non mancò, secondo il testo della lapide, di tenere un discorso al popolo pistoiese giunto a riceverlo, preannunciando “con parole fatidiche e amorose la prossima liberazione di Roma”.
La militanza garibaldina unisce l’avvocato Gargini a un altro personaggio, il colonnello ungherese Stefano Dunyov (1816-1889), ricordato da due lapidi poste al civico 19 della vicina via Verdi, presso l’abitazione in cui trascorse gli ultimi tredici anni di vita. Definito “eroico garibaldino figlio della Bulgaria, combattente per la libertà dell’Ungheria e per l’indipendenza della nazione italiana”, quella di Dunyov è una figura affascinante, dalla vita movimentata e avventurosa: giovane patriota per la causa ungherese, fu incarcerato e poi liberato dagli austriaci, prima di trasferirsi in Italia, abbracciare gli ideali risorgimentali e prendere parte alla seconda guerra d’indipendenza e alla spedizione dei Mille.
A pochi passi, al n. 62, un’altra memoria del Risorgimento: una lapide ricorda la casa natale di Attilio Frosini (1833-1849), giovane studente pistoiese che nel giugno del 1849, durante l’occupazione austriaca della città nell’ambito della campagna per la restaurazione del granducato, venne arrestato con l’accusa pretestuosa di aver inneggiato alla rivolta: condannato a morte come cospiratore e sedizioso, venne fucilato dagli austriaci nel cortile della Fortezza Santa Barbara. Celebrato dai patrioti italiani come un martire della libertà e un eroe del Risorgimento, la sua figura godrà di larga fama e nel 1909, a cinquant’anni dalla morte, la fratellanza militare di Pistoia pose una targa per ricordare il sacrificio del ragazzo, “trucidato dagli oppressori austriaci”.
Ma Attilio Frosini non fu l’unica vittima del governo militare austriaco in città: stessa sorte toccò a Sergio Sacconi (1830-1849), altro giovane pistoiese che per un gesto interpretato come un atto irrispettoso di sfida o di aperto disprezzo nei confronti del colonnello austriaco in città, venne giustiziato dagli occupanti. Una lapide al civico 10 di via Ripa della Comunità, presso la sua casa natale, commemora il sacrificio di Sacconi, “crudelmente colpito dal ferro austriaco”, a testimonianza dell’oppressione brutale “contro giovani inermi, che preparava la riscossa per la redenzione della patria”.
Spostandoci su via Bozzi, al civico n. 6 una lapide apposta nel terzo centenario dalla nascita segnala la casa natale di Ippolito Desideri (1684-1733), missionario gesuita “primo in Europa a conoscere e apprezzare la lingua, la religione e la civiltà del Tibet”: una figura significativa della storia pistoiese, recentemente riscoperta e rivalutata, a cui va riconosciuto il merito di essere stato tra i primi occidentali a imparare la lingua tibetana e a comprendere i princìpi della religione buddhista.
Vicino, al n. 10, un’altra lapide ricorda la casa natale di Filippo Pacini (1812-1883), anatomista e patologo, docente a Pisa e Firenze, “scopritore di mirabili e utili applicazioni” come il vibrione del colera e i corpuscoli dei nervi digitali che ancora oggi portano il suo nome.
Nella vicina via di Sant’Andrea, al n. 17, una lapide molto deteriorata ricorda la casa di Atto Tigri (1813-1875), medico e anatomico, allievo di Civinini e docente presso gli atenei di Pisa e Siena, che “precorse i suoi tempi, felice osservatore al microscopio, vedendo fatti nuovi e intuendone felicemente altri”.
Tornando su corso Gramsci, al n. 82, vicino alla fonderia di famiglia, una targa ricorda la casa dove nacque l’architetto, incisore e urbanista Giovanni Michelucci (1891-1990), uno dei pistoiesi più noti e illustri del Novecento, definito “architetto di spazi e di idee”.
Al n. 25 della stessa strada una lapide segnala la casa dove nacquero il fisico Luigi Pacinotti (1807-1889), per molti anni docente di fisica e chimica all’università di Pisa (“onore del pisano ateneo”), e soprattutto il figlio Antonio Pacinotti (1841-1912), fisico e astronomo, celebrato per l’invenzione del prototipo di dinamo e del motore elettrico in corrente continua, innovazioni destinate in futuro a “trasformare la vita e la civiltà del mondo”.

Proseguendo su corso Fedi, vicino a piazza San Domenico al civico 53 si trova una lapide in ricordo di Antonio Matani (1730-1779), medico e docente di medicina e filosofia presso l’ateneo pisano, al quale si devono studi in vari campi delle scienze naturali e della geografia storica del territorio pistoiese: il testo della targa ne esalta “l’efficacia mirabile di insegnamento” e le “efficaci scritture” che lo pongono in continuità con la tradizione iatromeccanica di ascendenza galileiana.
Su corso Amendola, al n. 39 è ricordata la casa di Francesco Franchini (1805-1875), patriota e politico, tra i protagonisti pistoiesi della stagione risorgimentale: di idee liberali e mazziniane, prese parte alla prima guerra d’indipendenza e insieme ad altri volontari pistoiesi nel 1848 combattè nella battaglia di Curtatone e Montanara. Fatto prigioniero dagli austriaci, fu poi liberato e divenne tra i principali animatori del governo repubblicano che si insediò in Toscana dopo la prima cacciata dei Lorena, venendo in seguito eletto deputato del Regno di Sardegna e nominato preside del Liceo Forteguerri.

Un altro “pistoiese illustre” coevo a Franchini è ricordato in una lapide di marmo affissa sulla facciata del palazzo di famiglia, all’attuale civico 13 di via del Can Bianco: si tratta di Niccolò Puccini (1799-1852), ricordato per la sua attività di mecenate e filantropo e per le sue idee patriottiche e risorgimentali, che a Pistoia ha lasciato numerose tracce del suo impegno culturale e civile.
Nella stessa via, al n. 18 sorge l’abitazione in cui morì il pittore Mario Nannini (1895-1918), amico di Ardengo Soffici ed esponente del movimento futurista toscano, scomparso prematuramente a soli ventitrè anni a causa dell’epidemia di influenza spagnola.
Non poteva mancare una targa al n. 5 di piazzetta San Pietro a segnalare l’abitazione dove nacque e trascorse l’infanzia lo scultore, pittore e incisore Marino Marini (1901-1980), altra “gloria” del Novecento pistoiese: la lapide riporta alcuni versi scritti dalla sorella Egle, “il colmo di commozione è raggiunto dal fiume alla foce, nell’abbraccio col mare”.

Infine, al civico 25 di via Carducci, una lapide segnala l’abitazione in cui, per circa sei mesi, soggiornò in città il grande poeta Giosuè Carducci (1835-1907): terminati gli studi universitari a Pisa, infatti, per alcuni anni il giovane Carducci si dedicò all’insegnamento di lettere presso varie scuole pubbliche della Toscana, e dal gennaio del 1860 fino al termine dell’anno scolastico fu assegnato al Liceo Forteguerri di Pistoia.
In questo istituto, prima di trasferirsi definitivamente a Bologna nel settembre dello stesso anno, il poeta “ammaestrava la gioventù pistoiese preparandola ai grandi destini della patria risorta” (così recita, con tono assai enfatico e retorico, il testo della targa posta nel 1921 dalla Società pistoiese Dante Alighieri); ma il soggiorno in città, seppur breve, non mancò di far nascere importanti amicizie, come quella con la già citata nobildonna Louisa Grace Bartolini, alla quale Carducci dedicò un’ode nella sua raccolta poetica “Levia Gravia”.
Sono davvero numerose le “case illustri” di Pistoia, memorie di personaggi che hanno segnato la vita politica, culturale e scientifica della città e non solo: tutte opportunamente segnalate e valorizzate da lapidi, alcune delle quali, deteriorate e quasi illeggibili, avrebbero bisogno di un’urgente opera di restauro, per “restituire” all’occhio curioso del passante il ricordo delle figure più illustri della storia pistoiese.










