venerdì, Settembre 11, 2026

Centro-Don Milani’: la Giornata della memoria 2024, contro il silenzio e l’ipocrisia

Mi sono convinto che il ruolo d’Israele come centro unificatore dell’ebraismo adesso – sottolineo l’“adesso”– è in una fase di eclissi. Bisogna quindi che il baricentro dell’ebraismo si rovesci, torni fuori d’Israele, torni fra noi ebrei della Diaspora che abbiamo il compito di ricordare ai nostri amici israeliani il filone ebraico della tolleranza”. Primo Levi (Intervista del 1984)

PISTOIA La Giornata della memoria – che ricorda la Shoah, lo sterminio degli Ebrei d’Europa – quest’anno si svolge in uno dei momenti storici forse più tragici dopo la fine della seconda guerra mondiale, che vede protagonista di una delle più violente aggressioni a una popolazione civile l’esercito dello Stato, Israele, che dalla sua fondazione si considera – ed è stato considerato – proprio l’erede delle vittime dei lager nazisti. Ma, se tutti siamo rimasti inorriditi dalla strage criminale del 7 ottobre 2023 compiuta da Hamas nei confronti di civili israeliani, non possiamo che condannare con la più ferma indignazione le altrettanto criminali operazioni militari dell’esercito israeliano contro la popolazione palestinese della striscia di Gaza, che ha causato decine di migliaia di morti tra i civili, soprattutto bambini, mentre la pace, se non una tregua sembrano ancora lontane. E’ sempre più chiara la strategia del governo di Israele, che si muove – come ha fatto dal 1948 – inizio della ‘Nakba’, la catastrofe – nei confronti dei territori palestinesi, non solo di Gaza, ma anche della Cisgiordania – con una triplice finalità: occupazione, colonizzazione, pulizia etnica.

Auschwitz-Birkenau 1945 Gaza 2024

Anche in seguito al procedimento del Sud Africa contro Israele alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, si deve ricordare l’Art. II della Convenzione delle Nazioni Unite sulla prevenzione e la repressione del crimine di genocidio:

Nella presente Convenzione, per genocidio si intende ciascuno degli atti seguenti, commessi con l’intenzione di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, come tale:

a) uccisione di membri del gruppo; b) lesioni gravi all’integrità fisica o mentale di membri del gruppo; c) il fatto di sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale;d) misure miranti a impedire nascite all’interno del gruppo; e) trasferimento forzato di fanciulli da un gruppo ad un altro.

Per anni ho approfondito la Shoah con gli studenti per educarli al rispetto della diversità e alla conoscenza basata sull’etica, visitando i campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau e della Risiera di San Sabba a Trieste, allestendo la mostra “Auschwitz, la memoria educante”, facendo incontrare ai giovani alcuni sopravvissuti allo sterminio nazista. Così oggi non posso che levare indignato la mia voce di educatore dinnanzi al silenzio, all’ipocrisia e al servilismo complici dei media, dei governi, dei partiti cosiddetti “democratici” nei confronti di una strage degli innocenti compiuta alle porte dell’Europa. Riaffermo che l’esercizio della memoria deve diventare vivo generatore di senso, dando insieme una forte consapevolezza critica, per aprire a un futuro costruito su scelte etiche, sulla pace e sulla convivenza.

Mauro Matteucci – Centro “don Lorenzo Milani” – Pistoia

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