PRATO – Incomprensioni, luoghi comuni, confessioni intime, sesso e sentimenti: uno spaccato della difficoltà nello stringere relazioni autentiche e delle paure nel conoscere realmente un’altra persona.
Al Teatro Magnolfi va in scena in prima nazionale “Changing the Sheets: amore fresco, ogni settimana”, adattamento in italiano del testo dell’autore irlandese Harry Butler, diretto e interpretato da Vincenzo Nemolato, in scena accanto a Monica Buzoianu. La traduzione letterale della commedia sarebbe “cambiare le lenzuola”: è infatti la storia, raccontata in maniera ironica, brillante e provocatoria, di due giovani dal passato e presente burrascosi a livello lavorativo e sentimentale, che si conoscono su una app di incontri.

Lui, Davide, un trentenne dal marcato accento partenopeo ancora in cerca della propria identità, che vive in casa con la madre, gioca spesso a fare il “duro” ma nasconde in realtà un ragazzo fragile e dall’animo sensibile; lei, Andrea, ragazza di origine straniera che si è da poco lasciata con il suo ex, adesso esce con le amiche, ambisce a una carriera di interior designer ed è la prima a ingannare se stessa mostrandosi “figa” quando in realtà, anche nel suo caso, non è tutto oro quel che luccica.
Quattro settimane, quattro appuntamenti, quattro cambi di vestiario: una relazione nata da una chat online come occasione per entrambi di divertimento e di evasione, una storia da “una botta e via” che però si sviluppa nel corso delle settimane secondo uno schema per certi versi inaspettato.
Davide, infatti, si sente sempre più inappagato da un rapporto che oltre al sesso gli offre poco altro, avverte la necessità di “conoscere meglio” la persona che gli sta a fianco e con la quale si vede solo una sera a settimana, vorrebbe approfondire una frequentazione dalla quale può nascere qualcosa che vada oltre un rapporto fisico. Andrea, al contrario, vuole una relazione libera e disimpegnata, senza alcuna forma di coinvolgimento sentimentale: apprezza Davide e lo definisce un ragazzo “carino”, riconoscendone le qualità, ma non sente il bisogno – o forse avverte la paura – di diventare qualcosa di più di una sua amica.
Attraverso dialoghi serrati che utilizzano un linguaggio spesso crudo e scurrile ma estremamente efficace e realistico, il gustoso artificio dei due “strani marchingegni” teatrali per simulare i rapporti sessuali tra i due, i frequenti cambi di abiti e il richiamo a situazioni, condizioni e problemi verosimili nelle relazioni interpersonali, Davide e Andrea ci mostrano in maniera diretta e con pungente ironia le difficoltà che si attraversano nel conoscere un’altra persona e nel superare quella barriera rappresentata dai sentimenti.
Sul finale tra i due si erge una sorta di muro di incomunicabilità, simbolo dei timori e delle paure nel conoscere più a fondo un’altra persona, sia per una scarsa autostima e accettazione di noi stessi, sia per il rifiuto che potrebbe venire dall’altro e la conseguente delusione, sia per la “fatica” che tale conoscenza comporta. In un mondo sempre più digitale e iperconnesso, diventa molto più semplice e rapido utilizzare i nuovi strumenti e affidarsi alle app, per andare subito “al sodo” e non perdersi nella noia – o nella bellezza e nel piacere? – di conoscere un’altra persona prima di andarci a letto.
È il dilemma di Davide, che dopo un ultimo tentativo di far comprendere ad Andrea i propri sentimenti capisce che è giunto il momento di congedarsi; i due si dicono addio, dopo che per circa un mese i loro corpi si sono uniti, le loro vite si sono intrecciate, le loro anime semplicemente sfiorate.









