mercoledì, Settembre 9, 2026

“Chasing Bird”, al MetJazz musica e letteratura per l’omaggio a Charlie Parker

di Simone Tofani

PRATO – In una magnifica fusione tra jazz, letteratura, teatro e musica, il MetJazz 2025 presenta “Chasing Bird – L’inseguitore,” un evento che cattura le passioni e le ossessioni di Charlie Parker.

La performance va in scena grazie alla collaborazione tra Fondazione Teatro Metastasio di Prato e Monash University, regalando al pubblico un’esperienza indimenticabile per tutti gli amanti sia del jazz che della cultura.

Alcune immagini dell’evento del MetJazz di Prato con l’omaggio in musica e letteratura a Charlie Parker (fotografie di Simone Tofani)

Felice Montervino, rinomato talento del palcoscenico, insieme al fantastico ensemble Roundella, ha raccontato le ultime fasi della vita del leggendario Charlie Parker. Basato sul racconto “El perseguidor” di Julio Cortázar e arricchito dai disegni di José Muñoz, l’adattamento in chiave teatrale trasporta il pubblico nel tormentato mondo di Parker.

L’esibizione e la sua narrazione ruotano intorno al racconto di Cortázar, pubblicato nel 1959, che è un omaggio al grande jazzista Parker, conosciuto come “Il persecutore” e recentemente riproposto come “L’inseguitore”.

La storia scorre tra musica e parole, dove troviamo Johnny Carter, alter ego di Parker, che vive sospeso tra creatività e autodistruzione, tra il dramma e l’ironia, tra l’ordine e il caos.

La rappresentazione arricchita dalla drammaturgia di Montervino e dalla musica dei Roundella, evoca con maestria l’universo sonoro e interiore del grande musicista, una lotta fra la continua ricerca della perfezione e i momenti di buio interiore, che non fanno riconoscere all’artista la qualità del proprio percorso.

Il grande lavoro in scena di Felice Montervino (voce e drammaturgia) e dell’ensemble Roundella formato da Francesca Corrias (voce, flauto, live electronics), Mauro Laconi (chitarra elettrica), Luca Mannutza (pianoforte, tastiere), Filippo Mundula (contrabbasso) e Gianrico Manca (batteria), porta l’ascoltatore all’interno degli avvenimenti che stanno dietro alla travagliata parte artistica Parker come un osservatore silenzioso della sua vita nelle vicende finali.

L’ascoltatore viene guidato nel turbinio delle emozioni contrastanti che risiedono nell’artista, mutevoli nei tempi e nelle profondità, sempre in bilico tra follia e lucidità, in questo Montervino e i Roundella svolgono un lavoro a dir poco magistrale, per tecnica, bravura e carisma.

Una straordinaria performance che ha celebrato la vita e l’arte di Charlie Parker attraverso il linguaggio universale del jazz e della letteratura.

Un evento che è l’ennesima riprova della cura e della dedizione dietro a questo trentennale del MetJazz.

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