martedì, Ottobre 6, 2026

Cimitero dei bimbi mai nati, frase infelice di Lavinia Ferrari (Avs) scatena la bagarre

PISTOIA – Una frase pronunciata da Lavinia Ferrari (Avs) in consiglio comunale, ha scatenato una vera e propria bufera politica.

Lavinia Ferrari

Durante l’ultima seduta del Consiglio comunale, nel corso della discussione sulla comunicazione presentata dalla consigliera Cinzia Cerdini della Lega, sul luogo per i bambini mai nati all’interno del cimitero della Misericordia, Lavia Ferrari, intervenendo sul tema, aveva affermato: “Mi chiedo chi siano questi bambini mai nati. Se non sono nati non sono mai stati vivi”. (https://www.facebook.com/reel/1415046103466017) Una frase infelice, indelicata e irrispettosa in primo luogo delle donne che hanno deciso – o sono state costrette – di abortire, decisione sofferta, dolorosa. Una considerazione che nessuno a sinistra, in consiglio comunale, ha pensato bene di arginare. Ma fuori dell’assemblea comunale, non poche persone di sinistra hanno stigmatizzato la frase.

Sl piano politico è bagarre, con accuse alla consigliera comunale e ai silenzi di Sindaco e maggioranza.

“Ci dissociamo dalle dichiarazioni della consigliera di minoranza Lavinia Ferrari – dichiarano i consiglieri di Avanti Pistoia – Parole che non rappresentano la nostra posizione né il nostro modo di affrontare temi così delicati e ci sorprende inoltre che il sindaco abbia scelto di difendere la consigliera che ha commesso un gesto sciocco e discutibile. Riteniamo indispensabili rispetto e responsabilità nel dibattito pubblico”.

“Non si tratta di una disputa semantica – aggiunge il Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia – dietro quelle parole ci sono donne e uomini che hanno affrontato una perdita, famiglie che hanno vissuto un lutto e persone che hanno scelto di avere un luogo nel quale poter ricordare una vita che, purtroppo, non ha avuto la possibilità di nascere. Abbiamo chiesto al Sindaco in aula di prendere le distanze da quanto affermato da componenti della Sua maggioranza, ma al contrario ha scelto di difenderla. Riteniamo che sia gravissimo che il sindaco abbia sminuito la questione e abbia spostato l’attenzione su una questione di diritti che nulla c’entrava con la questione posta. Tutta la maggioranza non ha corretto quell’errore, non ha chiarito e non ha preso le distanze da quelle parole.”

“Il Sindaco, invece di rispondere nel merito – rincara la Consigliera Cerdini del Gruppo Lega – ha scelto di replicare a una posizione che non ho mai espresso. Non accetto che mi vengano messe in bocca parole che non ho pronunciato per poi costruirci sopra una risposta politica. Non gli chiedevo di pensarla come me, ma semplicemente di ascoltare ciò che avevo realmente detto. Invece ha preferito difendere la sua maggioranza, trasformando un intervento sul rispetto, sulla memoria e sul dolore delle famiglie in una contrapposizione ideologica che non avevo posto. Il Sindaco dovrebbe rappresentare tutta Pistoia, non soltanto la sua maggioranza. Di fronte al dolore di una famiglia, prima delle appartenenze politiche dovrebbe venire il rispetto. Il confronto e il dissenso sono legittimi. Il Sindaco ha scelto da che parte stare. Ora dimostri di essere il Sindaco di tutti.”

La chiosa arriva poi dal Gruppo Forza Italia-Amo Pistoia: “L’errore del Sindaco? La difesa politica che ignora il dolore dei cittadini. Chi ricopre la carica di primo cittadino ha il dovere morale e istituzionale di rappresentare l’intera comunità, intercettandone la sensibilità e, soprattutto, rispettandone le ferite più profonde. Proteggere ciecamente un membro della propria maggioranza o amministrazione di fronte a dichiarazioni così insensibili significa abdicare a questo ruolo guida. La giustificazione della “giovane età” o dell’inesperienza della consigliera non può reggere di fronte a un tema che tocca le corde più intime dell’essere umano. Proprio in virtù della sua giovinezza, il Sindaco avrebbe dovuto guidarla politicamente e umanamente, aiutandola a riconoscere lo sbaglio. Saper ammettere pubblicamente un errore – dicendo con onestà “sono state usate parole inappropriate che hanno ferito il dolore altrui” – non è un segno di debolezza, ma una dimostrazione di maturità istituzionale e profondo rispetto per la cittadinanza.”

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