mercoledì, Settembre 9, 2026

Cinema e transizione di genere: un incontro a Presente Italiano

PISTOIA – In occasione della transgender awareness week, il festival di Presente Italiano, in collaborazione con l’associazione CinematograFìca, parla – attraverso il film “Nel mio nome” di Nicolò Bassetti – di transizione di genere.

I tre incontri sul tema che hanno occupato la giornata sono stati tenuti presso il Liceo Artistico Petrocchi, in cui si è svolta una conversazione compartecipata insieme agli studenti dell’istituto, e presso la libreria Lo Spazio, dove i partecipanti hanno avuto modo di raccontare la loro esperienza. Il percorso si è chiuso con la proiezione del film di Bassetti, che racconta la metamorfosi di genere basata sull’esperienza personale del regista con suo figlio.

Le rappresentanti dell’associazione CinematograFica

Presenti all’incontro Simona Castoldi, Daniela Colamartini, Claudia Morini di Tocco e Kali Swaid dell’associazione CinematograFìca – un progetto che si occupa di educare alle tematiche di genere ed ai femminismi attraverso il cinema – che hanno dialogato con Vincent – presidente di Arcigay Firenze Altre Sponde ed Elisa Gavazzi, in rappresentanza del collettivo transfemminista antispecista Corpi dal Margine.

Il film “Nel mio Nome” è stato scelto in occasione della transgender awareness week, che si conclude con la Giornata della Memoria a ricordo di tutte le vittime transgender. È un documentario realizzato con grande libertà – un prodotto atipico per l’industria cinematografica – poiché affronta un tema che non è trattato in modo così approfondito da tale industria. Si dà spazio a chi – fino ad ora – non lo ha avuto.

Con l’uso di un montaggio libero ci avvicina alle emozioni del protagonista col fine di ricostruire il percorso di trasformazione non banale, in modo da rivivere la costruzione di un’identità. Il film, inoltre, nasce da un podcast che uno dei protagonisti ha creato su Spotify, dall’omonimo titolo del documentario, con l’intento di raccontare l’esperienza della riappropriazione di un nome, andando oltre le colonne degli stereotipi del binarismo di genere per navigare in un mondo sconosciuto sia per diritti sia per immaginario.

A supporto della proiezione, raccontano le loro esperienze Kali, Vincent e Gioele.

“Quanto più i livelli di sessismo e misoginia in una società sono alti, tanto più una transizione binaria, da maschio a femmina e viceversa, è complessa, molto più di quella di una persona non binaria. Se il livello di sessismo è basso, talvolta la transizione può avvenire con successo.”

Kali Swaid parla della sua esperienza in occasione dell’incontro di Presente Italiano e, in quanto attivista, cerca di sensibilizzare su questo tema, centro di una delle sue lezioni alla New York University.

“Spesso” aggiunge “la rappresentazione che viene fatta della donna transgender nel cinema o attraverso i media è scorretta. Siamo viste come prostitute o come prostitute morte, talvolta come caricature, rappresentate sempre da uomini. Non mi identifico in questo tipo di immagine così piatta, stereotipata, non troppo varia e ghettizzata nel mestiere di sex worker – o almeno fino a Disclosure che ha cambiato completamente questa immagine!”

Ad oggi le cifre parlano chiaro – spiega Vincent. Circa 380 persone sono state uccise o si sono suicidate per violenze subite dalla società quest’anno. Dal 2019, sfortunatamente, sono in aumento dell’8%, pertanto si può dire che, in proporzione, almeno una persona transgender muore ogni giorno.

I mezzi che dunque servono per combattere le forme di transfobia è raccontare la vicenda di chi l’ha vissuta, di raccontare la propria storia e il percorso di ricostruzione di identità, apparentemente semplice ma nei fatti complesso, molto più difficile per una persona non binaria per la presenza di molteplici sfumature.

La presentazione, grazie alla presenza attiva dei partecipanti si trasforma in dibattito, confluito su punti cruciali su cui poi la discussione è venuta a focalizzarsi, in particolare è stata denunciata, nel corso del confronto, il rifiuto categorico da parte dei CAV di accogliere donne transgender in cerca di aiuto.

L’educazione sul genere è fondamentale. Si invitano, dunque, al termine dell’incontro, le scuole – come è stato fatto per il Liceo Artistico Petrocchi – a tenere conversazioni e confronti su tematiche di tansfemminismo al fine di combattere ed abbattere le barriere degli stereotipi e dei pregiudizi di genere.

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