PRATO – Un tuffo nel mondo circense, un racconto musicale e poetico della vita di due ex trapezisti, un viaggio sognante nel desiderio di spiccare il volo.
Al Teatro Metastasio di Prato va in scena in prima nazionale “Circo Paradiso” con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo, per la regia di Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata, prodotto dallo stesso Teatro Metastasio insieme al Teatro degli Incamminati.
Una “commedia musicale tragicomica” avvolta in un’atmosfera poetica e onirica, che fin dalle prime battute trasporta gli spettatori nell’ambiente del circo con le sue figure più rappresentative – il clown, la veggente, il lanciatore di coltelli, la domatrice di leoni – le sue regole e il suo essere per certi aspetti simbolo e metafora della vita. Il circo infatti è per sua natura popolato da gente un po’ matta e dai comportamenti “strani”, non resta mai a lungo in una città ma si sposta di continuo, è un luogo che fin da bambini ci affascina e dove i sogni si possono realizzare, è l’arte di “far ridere e divertire” il pubblico anche dietro un velo di tristezza.

Un ambiente “magico”, con il suo tendone, i manifesti, gli attrezzi e i giochi acrobatici che fa da sfondo alla storia narrata e cantata dai due attori in scena: sono Cesare Melis e Attilina Perris, detta Tilina, due vecchi ex trapezisti ormai acciaccati e in pensione che si incontrano di nuovo a quarant’anni di distanza dall’ultima volta, dopo che in gioventù sono stati compagni di vita e di palcoscenico e insieme sono stati le stelle del Circo Paradiso, esibendosi in difficili e pericolose acrobazie al trapezio.
Seppur anziani e un po’ brontoloni – a parole sembrano detestarsi, ma in realtà il loro amore è più forte che mai – Cesare e Tilina si sono riuniti per dare vita al loro ultimo show, un’uscita dalle scene del circo degna della loro fama passata, con una “serata d’onore” che dovrebbe concludersi con il ricevimento del premio più ambito per ogni circense, il prestigioso “trapezio d’oro”.
Mentre i due si preparano, scorrono una serie di flashback in cui Cesare e Tilina raccontano al pubblico, in coppia o mediante brevi monologhi, spesso cantati nella forma tipica del musical, la loro storia: apprendiamo così i momenti più significativi che hanno segnato la loro vita, da quando si sono incontrati al circo per la prima volta da bambini fino a quando hanno dovuto sopportare una dolorosa separazione. Come il circo è un continuo andare e venire, uno spostarsi incessante da un luogo all’altro, così le due esistenze di Cesare e Tilina sono segnate da incontri, separazioni e ricongiungimenti, e da un amore che, nato per puro caso tra due persone assai diverse e appartenenti a mondi quasi antitetici, li ha accompagnati per tutta la vita, anche al di là dei “colpi” del destino.
Cesare, figlio di un falegname e già avviato a questa professione, è un bambino di nove anni quando, disobbedendo per la prima volta agli avvertimenti della madre religiosissima, salta la lezione di catechismo per andare al vedere il circo che proprio in quei giorni sta sostando in città e qui conosce la coetanea Tilina, figlia del clown Mariuccio “bello bello”, titolare del Circo Paradiso. Sebbene timido e impacciato, Cesare rimane fin dal primo momento affascinato dal mondo circense: il circo non è solo spettacolo e divertimento, lì dentro si respira aria di libertà, e Tilina gli rivela il suo sogno di diventare da grande una celebre trapezista e di poter “volare” nel cielo e brillare tra le stelle come una lucciola.
I due bambini iniziano a vedersi tutti i giorni, ma la natura itinerante e zingaresca del circo interrompe bruscamente la loro frequentazione: bisognerà aspettare altri sette anni perché i due, ormai diventati quasi adulti, possano incontrarsi di nuovo, con Tilina che è alla ricerca di un compagno trapezista per poter realizzare il proprio sogno, mentre Cesare desidera anch’egli “spiccare il volo” e lasciare il grigio e noioso lavoro in falegnameria.
Come ricordano da anziani, non sono loro che hanno scelto la strada del circo, è stato il circo a scegliere loro: e nel circo hanno condiviso i momenti più belli, sono diventati assi del trapezio, hanno raggiunto la celebrità e si sono trovati tante volte sotto lo “chapiteau” come facevano da bambini per esprimere le proprie emozioni e i propri desideri.

Ma come un giorno aveva rammentato la veggente a Cesare, chi è destinato a volare e a salire, deve stare attento alla discesa: una profezia oscura per un ragazzo all’epoca ignaro della sua carriera circense, animato da un amore fanciullesco per quella ragazza del circo, così diversa dalle altre, e spinto dal desiderio di rivederla per mantenere la sua promessa e donarle una statuetta di legno intagliato con due trapezisti. Eppure l’apice del successo e della fama coincide con il momento della loro seconda – e definitiva? – separazione: Tilina vuole aprire la stagione del Nuovo Circo Paradiso – finalmente un circo tutto per loro due! – con un numero difficile e pericoloso al trapezio, che eseguirà bendata.
Coraggio o incoscienza? Per l’acrobata questo confine è assai sottile: l’ardito numero risulterà fatale, e tutto quello che il pubblico ha visto all’inizio è forse soltanto il sogno di Cesare, nel nel ricordo della sua amata Tilina che adesso sì, è volata tra le stelle del cielo.
Ma potranno incontrarsi di nuovo come due lucciole che risplendono nel buio, proprio loro che famosi rotocalchi avevano definito “lucciole del circo” per la loro abilità a librarsi nell’aria saltando da un trapezio all’altro: è la loro definitiva uscita di scena dopo l’ultimo spettacolo, che diventa metafora del senso e del significato dell’arte circense in un mondo sempre più veloce, tecnologico, digitale, che forse ha davvero perso la capacità di lasciarsi incantare dalla meraviglia e dalla magia rappresentate dal circo e dai suoi acrobati.
Due “stelle cadenti” in un finale dal sapore agrodolce che Fallongo e Caputo interpretano con straordinaria poesia, in uno spettacolo dove parole e musica si intrecciano e dove gli attori paiono davvero trasportare gli spettatori sotto il tendone del circo per narrare la linea sottile che intercorre fra il cielo e la terra, il palco e la quotidianità, la realtà e la fantasia.
“Circo Paradiso” resterà in replica al Teatro Metastasio fino a domenica.









