mercoledì, Settembre 9, 2026

Città e diritti, un modello di sanità che riporti al centro la persona

PISTOIA – Città e diritti, un tema di grande attualità, soprattutto alla luce della recentissima inchiesta del Sole 24Ore su anziani e qualità della vita che ha visto Pistoia precipitare all’ultimo posto in Italia.

L’incontro alla Fondazione Tronci

Il tema è stato discusso alla Fondazione Tronci su iniziativa della lista civica “Il sole per tutt*” che sostiene Francesco Branchetti, candidato sindaco.
Si è parlato della necessità di una visione unitaria di tutti i diritti, diritti civili, politici, sociali e ambientali, che devono stare insieme per una vera cittadinanza. Un tema di cui ha parlato Andrea Ghelardini che si è soffermato soprattutto sui diritti del malato.
La riorganizzazione in aree vaste del sistema sanitario toscano, è stato sottolineato, ha accentuato problemi già presenti nel concetto di sanità come azienda: da un lato il criterio del profitto e pareggio di bilancio a scapito della centralità dei cittadini-pazienti, soprattutto più fragili, e dall’altro un’eccessiva burocratizzazione dei processi, che rende difficile la vita ad operatori e cittadini.
A seguito delle scelte compiute a livello regionale, che accentuano l’idea che la sanità sia soprattutto un’azienda, si pongono dieci punti di criticità, che impattano su quattro diversi piani: medicina territoriale, presidi ospedalieri, personale e partecipazione.

L’analisi esposta nel corso della serata – articolata in dieci punti – è stata molto dettagliata. Vediamo.

Medicina territoriale
La mancanza di calendari e la dimensione delle liste di attesa, specialmente per alcune patologie (ad esempio, le ultime in ordine di tempo: ortopedia ed oculistica) rendono difficile accedere attraverso CUP e servizi telematici alla prenotazione di visite di controllo presso strutture ospedaliere ambulatoriali o convenzionate, con il risultato di doversi spesso rivolgere ai servizi sanitari privati e a pagamento.
Se non ci sono spazi o possibilità di usufruire di visite nel proprio territorio di residenza o vicino ad esso, si è spostati in altre località della propria ASL o delle altre ASL Toscane, senza attenzione alla continuità delle cure, che sono invece necessarie per percorsi post operatori o malattie oncologiche.
Da ben 4 anni, gli invalidi che hanno bisogno degli ausili ortopedici (carrozzine, stampelle etc) possono usufruire delle visite necessarie presso il proprio territorio solo se in esso è presente un ortopedico dipendente ASL, perché solo il pubblico può autorizzare e attestare la necessità degli ausili. Diversamente, la persona invalida deve spostarsi in altra zona della ASL o in altra Azienda: il contrario del concetto di medicina territoriale e continuità assistenziale che doveva rappresentare la contropartita della centralizzazione delle ASL.
Il Cronic Care Model, che metteva insieme il medico di famiglia con controlli e visite organizzate dal personale infermieristico, è sparito per ragioni organizzative. Occorre invece rilanciarlo, puntando sulla figura dell’infermiere di famiglia attraverso un piano di assunzioni e di formazione, in collegamento con le risorse del PNRR che porteranno alla riorganizzazione del modello di sanità territoriale incentrato sulla Casa di comunità.

Presidi ospedalieri
La cronica carenza di personale medico e infermieristico – ancor più grave dopo l’esperienza drammatica del Covid-19 – costringe gli infermieri alla rotazione dei turni nei reparti e i medici dell’ospedale a svolgere turni al Pronto Soccorso. Considerato che l’emergenza/urgenza, come ci ha mostrato la pandemia tuttora in corso, è ormai una specializzazione insostituibile, è necessario prevedere un piano straordinario di assunzioni, avviando percorsi di stabilizzazione da un lato, e attingendo alle graduatorie aperte dall’altro. Ciò, sarà possibile anche grazie alle risorse del PNRR, che potranno essere impiegate sulle riforme strutturali, liberando così risorse di altra natura, che potranno essere destinate ad interventi sul personale. Riteniamo che ci si debba impegnare, su questo punto, anche in una battaglia politica: lo Stato deve restituire alle Regioni le risorse da esse impiegate attraverso i propri bilanci per il contrasto alla pandemia.
La riduzione dei servizi o il loro depotenziamento sono ormai una realtà nei nostri presidi ospedalieri. Così, da un lato, assistiamo alla chiusura del punto nascite a Pescia, mentre a Pistoia vedremo a breve la riduzione delle cure intermedie. Contestualmente, un’eccellenza quale il servizio di Diabetologia ha visto al San Jacopo lo spostamento di alcune figure, e il mancato avvio di un serio turnover. A ciò si aggiunga la centralizzazione delle funzioni in area fiorentina, nonostante l’aumento dell’utenza in provincia (18.000 casi).
Occorre lavorare per un rapporto sinergico tra medici di famiglia e servizi ospedalieri. Era un punto fondamentale degli ospedali per intensità di cura, come il nostro, ma le criticità sono aumentate con la pandemia.

Personale
Il numero chiuso alla Facoltà di medicina e nelle specializzazioni ha causato l’attuale mancanza di medici specializzati, in discipline essenziali. E’ assolutamente necessario superare questa misura e investire su una nuova leva di personale sanitario.
C’è una fuga dalle specializzazioni più a rischio e dal sistema pubblico: capirne le ragioni e intervenire di conseguenza è necessario per garantire adeguati livelli assistenziali.

Partecipazione
La L.R.75/2017 sul sistema partecipativo della Regione Toscana sui servizi sanitari e sociosanitari è una buona legge, potenzialmente aperta e inclusiva per attuare percorsi utili a raccordare le istituzioni con i cittadini, attraverso l’attività e la vitalità del mondo del volontariato e associativo. Ma l’esperienza reale è stata faticosa; i rapporti sono formali e non sostanziali, di utilizzo intermittente del Volontariato e mancato ascolto e valorizzazione dello stesso. Serve ridare slancio, attraverso la Società della Salute, all’idea della partecipazione, dell’ascolto, della progettazione e della programmazione condivisa dei servizi.

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