mercoledì, Settembre 9, 2026

Classici e novità in un teatro “per tutti”: riparte la stagione del Moderno

AGLIANA – Un cartellone di sette spettacoli teatrali, inclusa un’anteprima musicale, per ripartire insieme e riabbracciare il pubblico in sala, dopo quasi due anni di pausa.

Gennaro Cannavacciuolo, Amanda Sandrelli, Leo Gullotta, Milena Vukotic, Gaia Nanni, Lorenzo Baglioni e molti altri portano in scena al Teatro Moderno di Agliana monologhi tragicomici, testi letterari di autori come Herman Melville, show tra web e comunicazione, storie di donne e dei loro vissuti, classici rivisitati in chiave contemporanea e un’anteprima musicale tra ritmi latini, folk anglosassone e jazz.

Un cartellone di sette spettacoli da dicembre ad aprile che nasce dalla rinnovata collaborazione tra Associazione il Moderno, Fondazione Toscana Spettacolo e amministrazione comunale di Agliana.

Invariati i prezzi: biglietti da 11 euro e abbonamenti da 60. Biglietto ridotto a 8 euro per gli universitari in possesso della Carta dello Studente della Toscana e per tutti gli under 35 (Biglietto futuro, in collaborazione con Unicoop Firenze).

Un momento della presentazione della stagione teatrale nel foyer del Teatro Moderno: da destra a sinistra, Massimo Talone, Patrizia Coletta, Luca Benesperi, Giulia Fondi e Carlo Coda (foto di Andrea capecchi)

“È emozionante tornare a presentare una stagione teatrale qui al Moderno – affermano Carlo Coda e Massimo Talone, direttori artistici del teatro – finalmente ripartiamo dopo due anni di forzata interruzione delle attività. È una stagione che segna un nuovo inizio e che vedrà salire sul palco del Moderno grandi nomi di artisti di fama nazionale”.

“C’è un fermento di ritrovata normalità che speriamo possa diventare stabile e permettere di metterci alle spalle questo brutto periodo – sottolineano il sindaco Luca Benesperi e l’assessore alla cultura Giulia Fondi – nonostante tutte le difficoltà l’amministrazione comunale non ha mai interrotto il suo supporto alle attività culturali anche attraverso strumenti creativi e innovativi, in particolare con le iniziative all’aperto del giugno aglianese, in cui il Teatro Moderno ha giocato un ruolo di primo piano. Sulla scia dei buoni riscontri di questa sperimentazione estiva abbiamo rinnovato e rafforzato la collaborazione con la Fondazione Toscana Spettacolo, strumento fondamentale per l’organizzazione della stagione teatrale, che proporrà commedie brillanti, il ritorno di grandi classici del teatro e spettacoli per tutta la famiglia. In particolare abbiamo cercato di orientare la scelta artistica verso spettacoli accessibili a tutti e rivolti a ogni tipo di pubblico, per dare un segnale concreto della nostra volontà di ripartire e di lanciare l’appello: venite a teatro!”.

“La ripartenza di un teatro è sempre una bella notizia – conclude Patrizia Coletta, direttrice di FTS – perché indica la ripresa del vivere in comunità, dell’aggregazione sociale, della riflessione culturale, della volontà di investire nella cultura. Sette spettacoli che miscelano con equilibrio titoli e artisti più o meno noti, senza voler essere elitari, ma contraddistinti tutti da un’elevata qualità e che proporranno riflessioni anche scottanti su temi di attualità, ma sempre con un velo di leggerezza e ironia”.

Prima dell’inizio della stagione, mercoledì 15 dicembre, alle ore 21, alla Caffetteria del teatro, il concerto – a ingresso libero – “Sinedades” con Erika Boschi e Agustín Cornejo. Ritmi latini da Brasile e Argentina incontrano armonia Jazz e Pop Vibes. Una freschissima combinazione che mette la tecnica al servizio dello spirito. Un microclima di musica e immagini in cui rilassarsi, ricaricarsi, emozionarsi.

Per l’apertura ufficiale della stagione, è in scena sabato 22 gennaio (ore 21) Gennaro Cannavacciuolo con “Le tre verità di Cesira” di Manlio Santanelli e la regia di Angelo Savelli. Un monologo comico nel quale la protagonista – una venditrice di limonate nei vicoli della Napoli dei quartieri spagnoli – racconta ad uso e consumo di un supposto cameraman del “telegiornale” tre diverse versioni a giustificazione della presenza di un folto paio di virilissimi baffi sul suo “corpo di donna, femminile”. Tre racconti decisamente surreali, dove la comicità vira spesso verso il grottesco, aprendo squarci amari sulla verità. Cannavacciuolo riconduce questa Cesira all’interno di una lunga galleria di ritratti di “mostri ermafroditi”, di “matrone virili” di cui è ricca la tradizione napoletana dall’antica Opera Buffa fino ai vari De Simone, Ruccello e Moscato.

Amanda Sandrelli in una scena dello spettacolo “Lisistrata”

Si entra nel mondo dei grandi classici riletti in chiave contemporanea venerdì 4 febbraio (ore 21). Sul palco del Moderno arriva Amanda Sandrelli con “Lisistrata” di Aristofane, nell’adattamento di Ugo Chiti, che ne cura anche la regia. Lisistrata ci guarda dal lontano 411 a. C., anno del suo debutto nel teatro di Dioniso ai piedi dell’Acropoli di Atene e scuote la testa sconsolata di fronte alle tragedie, alle miserie, ai disastri provocati da quella stupidità, arroganza, vanità, superficialità, che sono tutti sostantivi femminili, come la guerra che da questi viene immancabilmente generata.

Arca Azzurra e Ugo Chiti si cimentano con il testo classico Lisistrata in chiave contemporanea, ma rispettosa dell’originale. Amanda Sandrelli è la protagonista perfetta per questa commedia di Aristofane che – attraverso un meccanismo teatrale modernissimo, una specie di farsa dove si ride molto – ci fa scoprire, in maniera paradossale e insieme umanissima, senza falso pudore e con continui doppi sensi, i meccanismi perversi dell’irragionevolezza umana.

A seguire, domenica 20 febbraio (ore 16:30), “Bartleby lo scrivano” con Leo Gullotta. Dal racconto che Herman Melville pubblicò due anni dopo Moby Dick, Francesco Niccolini ha tratto un testo che viene portato in scena dalla compagnia dell’Arca Azzurra con la regia di Emanuele Gamba. Al centro della storia lo scrivano che lavora diligentemente fino a quando un giorno decide di rispondere a qualsiasi richiesta con la frase: “avrei preferenza di no”. Un gentile rifiuto che sconvolge l’ufficio e la vita del datore di lavoro.

Venerdì 11 marzo (ore 21), già Premio Pulitzer e film da quattro Oscar, “A spasso con Daisy” di Alfred Uhry andrà in scena per la regia di Guglielmo Ferro, con Milena Vukotic che darà vita all’anziana Daisy in una storia delicata e divertente capace di raccontare con umorismo un tema complesso come quello del razzismo nell’America del dopoguerra. L’adattamento di Mario Scaletta, grazie a trovate semplici ma particolari, dà corpo a una commedia leggera, piena di ironia, di grazia e respiro.

Leo Gullotta in “Bartleby lo scrivano” (foto di Luca Del Pia)

In cartellone, sabato 26 marzo (ore 21), anche Lorenzo Baglioni con “Siamo le foto che scartiamo”. Uno spettacolo in cui il giovane cantante, attore e autore fiorentino si muove con naturalezza. Il filo conduttore dello show è quello della comunicazione, tema molto attuale nell’era del web e dei nativi digitali. Didattica, scuola, social network, media, fake news, pubblicità. È tutta una questione di comunicazione, tra forma e contenuto.

Chiusura all’insegna del monologo, sabato 2 aprile (ore 21), con “Gli ultimi saranno ultimi”. Gaia Nanni, candidata ai premi UBU 2013 come migliore attrice, si cimenta con successo in un testo scritto da Massimiliano Bruno, storico autore di Paola Cortellesi.

Sul palco assieme a lei il musicista Gabriele Doria. Un’operaia incinta si ritrova disoccupata alla vigilia del parto. La donna è disperata e la sua reazione è improvvisa: irrompe sul posto di lavoro e prende in ostaggio la responsabile del suo licenziamento. Una vicenda vissuta tutta in una notte, in cui si incrociano i destini di uomini e donne normalmente distanti tra loro. Una sola attrice in scena interpreta tutti i protagonisti di questa storia in un autentico capolavoro tragicomico, figlio dei nostri tempi.

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