mercoledì, Settembre 9, 2026

Claude Monet, a Padova in mostra i capolavori dal Musée Marmottan

di Susanna Daniele

PADOVA – La mostra “Monet. Capolavori dal Musée Marmottan” a Padova è dedicata a colui che involontariamente dette il nome al movimento artistico che avrebbe rivoluzionato la pittura del secondo Ottocento e del primo Novecento con il suo dipinto “Impression, soleil levant”, del 1872, in cui viene impressa sulla tela l’impressione del sole che sorge.

Solitamente le mostre dedicate a un artista conosciutissimo dal grande pubblico sono deludenti perché accanto a pochissimi dipinti dell’artista la gran parte delle opere appartengono a contemporanei o epigoni della stessa corrente artistica.

Un particolare di una delle opere di Monet in mostra a Padova

L’esposizione di Padova invece non tradisce le aspettative perché espone quaranta capolavori dell’artista francese conservati al Museo Marmottan Monet di Parigi e circa venti opere di artisti amici suoi contemporanei quali Delacroix, Boudin, Jongkind, Renoir e Rodin.

La collezione di dipinti di Monet, donata dal figlio Michel allo Stato francese nel 1966, comprende le opere che Monet aveva conservato nella celebre casa studio di Giverny fino alla morte. 

Le opere sono suddivise in sei sezioni che vanno dalle origini della pittura di Monet, fino all’anticipazione dell’astrattismo nei grandi pannelli delle sue ultime Ninfee, in mezzo due corridoi con proiezioni che in un gioco di specchi immergono il visitatore nei colori del giardino di Monet.

Mi ha colpito un pannello molto astratto delle Ninfee risalente all’ultimo periodo della sua vita, quando la progressiva cecità alterava la percezione delle forme e del colore. Le ninfee si riducono a linee di colore su sfondo bianco. In ogni sala riporta una frase Foto d’epoca e ritratti di Monet arricchiscono la mostra. Ci si può avvicinare ai dipinti e fotografarli, e questo rende l’esperienza ancora più emozionante.

La mostra si può visitare al Centro Altinate San Gaetano, nel cuore antico di Padova. è prodotta da Arthemisia in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi ed è curata da Sylvie Carlier, curatrice generale del museo insieme alla storica dell’arte Marianne Mathieu.

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