mercoledì, Settembre 9, 2026

Coldiretti, con la guerra in Medio Oriente Toscana rischia 56 mnl di export tra olio, vino e piante

FIRENZE (Ansa) – La grande instabilità geopolitica innescata dalla guerra tra Usa, Israele e Iran in Medio Oriente potrebbe mandare in fumo quasi 56 milioni di euro di esportazioni tra vino, olio e piante, che da soli incidono per il 60%, rallentando la crescita verso mercati emergenti.


Firenze, Pistoia e Siena sono le province che rischiano di più.
È questo, secondo Coldiretti Toscana sulla base dell’analisi dei dati Istat relativi all’ultimo anno, “il peso delle esportazioni del nostro Made in Tuscany nei Paesi del Golfo come Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Libano, Israele e Oman”.
Oltre all’aumento dei costi di produzione, in particolare del gasolio agricolo (+40% in una settimana) – per cui Coldiretti ha presentato una denuncia contro le speculazioni – e dei principali fertilizzanti usati in agricoltura come l’urea, già introvabile, l’escalation in Medio Oriente sta già causando gravi danni all’export e rischia di produrne molti altri.
La guerra ha fatto scattare l’allarme per alcuni territori a forte vocazione agricola particolarmente esposti verso quei mercati.

Al primo posto c’è la provincia di Firenze con 17,5 milioni di euro di prodotti esportati nel 2025, seguita da Pistoia con 10,2 milioni di euro e da Siena con 9,6 milioni di euro.

Seguono poi Pisa con 7,1 milioni di euro, Arezzo con poco meno di 5 milioni, Livorno con 4,4 milioni, Lucca con 1,5 milioni e, con fatturati inferiori al milione, Prato, Grosseto e Massa-Carrara. Tra i principali prodotti esportati le bevande – vino, birra e prodotti simili – con 15,5 milioni di euro, seguite da olio e derivati con 10,8 milioni di euro e infine dalle piante vive con 9,1 milioni di euro. A preoccupare le imprese agricole sono soprattutto i prodotti deperibili, come quelli del florovivaismo, in particolare le piante.
Un’eccellenza di cui è leader nazionale il distretto di Pistoia, che ha inviato, solo nell’ultimo anno, nei Paesi del Golfo circa un terzo dell’intero valore delle piante esportate dall’Italia, per quasi 10 milioni di euro. Lo stop al traffico marittimo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola, con circa mille container destinati ai Paesi del Medio Oriente e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata.
Alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l’India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti. “Questo conflitto ricadrà, come accaduto per l’invasione dell’Ucraina, sulla pelle delle imprese e delle famiglie. Per questo è urgente vigilare contro speculazioni e distorsioni lungo la filiera per evitare aumenti ingiustificati e sproporzionati” spiega Letizia Cesani, presidente Coldiretti Toscana.

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