FIRENZE – Il Consiglio comunale di Pistoia ha recentemente discusso attorno al tema della memoria pubblica del colonialismo italiano: un argomento cardine della storia nazionale, negli ultimi anni al centro di molte discussioni pubbliche.
“La Rete degli Istituti per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea – si legge in una nota firmata dal senatore Paolo Corsini, presidente dell’Istituto nazionale “Ferruccio Parri”, dal direttore scientifico dell’Istituto e da Vannino Chiti, presidente dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea – ha partecipato e partecipa al dibattito, portando il proprio contributo scientifico di natura storiografica e culturale rispetto alle ricadute in termini di storia e di memoria pubblica. Così ha fatto anche l’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea della provincia di Pistoia. Abbiamo di conseguenza appreso con profondo stupore e vivo rammarico le affermazioni offensive di alcuni esponenti politici della maggioranza consiliare nei confronti dell’Istituto di Pistoia, e della Società pistoiese di storia patria, coinvolti come consulenti proprio a motivo delle loro specifiche competenze. Respingiamo pertanto con fermezza prese di posizioni tese a negare il carattere scientifico delle attività di tali enti, nonché delle persone che vi si impegnano. L’Istituto nazionale Ferruccio Parri, che apprezza incondizionatamente il lavoro dell’Istituto storico della Resistenza di Pistoia, dei suoi ricercatori e delle sue ricercatrici, esprime pertanto solidarietà e pieno sostegno all’Istituto, al suo Direttore, e alla Società di storia patria, riaffermando il valore esclusivamente scientifico, scevro da qualsiasi finalità politica, delle loro attività. Tale valore non può essere in alcun modo messo in dubbio per ragioni di mera propaganda e prive qualsiasi fondamento”.










