di Martina Lepore
POGGIO A CAIANO – Sabato 21 marzo è una data importante su territorio nazionale in quanto viene celebrata la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, con obiettivo di sensibilizzazione e ricordo per coloro che hanno perso la vita per colpa di organizzazioni criminali.
In tale occasione, la trentunesima edizione di quest’importante ricorrenza nata nel 1996, a Poggio a Caiano è stata inaugurata una mostra itinerante, dal titolo simbolico “Colorando il Buio”, nel salone espositivo Luigi Corsetti presso le Scuderie Medicee, che, attraverso l’arte, ha l’obiettivo di promuovere la consapevolezza sul tema e commemorare figure importanti della storia italiana.

Le opere esposte all’interno della mostra sono state realizzate in occasione dell’evento “EstemporArt” nel maggio dell’anno 2025, nella Tenuta di Suvigliano (SI) un luogo fortemente simbolico che oggi rappresenta un emblema della lotta alla criminalità organizzata. La tenuta infatti è un bene confiscato alla mafia, che oggi, ritornato alla collettività, è diventato un luogo di memoria e arte.
EstermporArt passa da Poggio a Caiano fino ad altri oltre trenta Comuni d’Italia, portando con sé un messaggio di rinascita e dialogo attraverso la pittura. Inizialmente organizzata per terminare proprio in data 21 marzo, la mostra è stata prorogata fino a sabato 28 marzo per consentire una più ampia visibilità a tutta la cittadinanza e non solo.
La mostra è a ingresso libero ed è visitabile dal lunedì al venerdì dalle ore 9:30 alle 13 e dalle 14 alle 18:30, mentre il sabato solo la mattina dalle 9 alle 13.

Fabrizio Damiani, ideatore e coordinatore del progetto ha spiegato in che modo sia nato nel 2010, quando, recatosi a Corleone (PA) gli venne l’idea di realizzare due murales per dare nuova vita a immobili sequestrati dalla mafia. Nel 2025, ben quindici anni dopo, è stato il turno della Tenuta di Suvigliano, al centro di una storia giudiziaria già dal 1983, per opera del magistrato Giovanni Falcone, che per primo si era attivato per il recupero della tenuta e confisca alla mafia.
Incisive le parole di Luisa Impastato, attivista antimafia e presidente della “Casa memoria Felicia e Peppino Impastato” che parla dell’importanza dell’utilizzo dell’arte come strumento di riscatto e di ricerca della legalità. Sottolinea il valore della liberazione dei luoghi sequestrati dalla mafia che oggi possono diventare simbolo di cultura e di bellezza.
Ricorda poi le parole dello zio Peppino Impastato, figura fondamentale per l’impegno contro la mafia, che ha sempre sostenuto in che modo l’arte e la cultura siano veicoli potenti capaci di rompere il silenzio e di proporre emancipazione e riscatto sociale, ribadendo che l’arte non sia solamente una forma di espressione, ma può diventare strumento di impegno civile e di denuncia.
Il 21 marzo è una data importante che ricorda ogni anno, con dedizione e commozione, chi ha perduto la vita per colpa di organizzazioni criminali, chi è stata vittima innocente e chi ha combattuto con tutte le sue forze per la legalità e la giustizia.
Ricordiamo i nomi di chi nella storia si è battuto per i diritti e la legalità, i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e il giornalista e attivista Peppino Impastato.
Fondamentale ricordare anche le vittime innocenti della mafia, tra cui quelle della strage di Capaci, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro e quelle della strage di Via d’Amelio, Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Max Cosina e Claudio Traina, affinché i loro nomi siano scolpiti nella pietra della memoria.



