mercoledì, Settembre 9, 2026

“Come eravamo”: Francesco Guccini presenta a Pistoia il suo ultimo libro

PISTOIA – Alla Biblioteca San Giorgio si è svolto ieri un incontro organizzato dal Premio Internazionale Ceppo per la presentazione dell’ultimo libro di Francesco Guccini “Così eravamo”.

Paolo Fabrizio Iacuzzi, Presidente del Premio Ceppo, dice :”Per noi è un grande onore confermare la nostra fedeltà a Francesco, con questo libro ritorna a Modena, la sua città di nascita. Presto anche un altro libro che parlerà invece degli anni dei dei suoi successi, degli anni che l’hanno visto cantautore”.

Alcuni momenti dell’incontro in Biblioteca San Giorgio con Francesco Guccini per la presentazione del suo ultimo libro (fotografie di Stefano Di Cecio)

L’evento si è svolto con la compartecipazione del Comune di Pistoia, il sostegno della Fondazione Caript e la collaborazione della libreria Giunti di Pistoia.

Molte le persone presenti nella sala Terzani, tutte per vedere e ascoltare uno dei più grandi cantautori e narratori del Novecento. Contemporaneamente in questi giorni è possibile tornare a vedere al cinema, per il 40° anniversario dell’evento, il suo concerto più importante, “Fra la Via Emilia e il West”, che si tenne in piazza Maggiore a Bologna nel 1984 di fronte a più di 150.000 persone fra cui il sottoscritto.

C’è uno stretto legame fra le due cose o meglio una città, Modena dove Guccini è nato e a cui ha dedicato una delle sue canzoni più celebri: “Piccola città” contenuta nel disco “Radici” del 1972. Guccini abitava infatti in via Domenico Cucchiari a due passi da quella via Emilia che, lasciato l’abitato, portava appunto verso il West, bastava fare due passi e c’erano già indiani e cow-boys, l’Avventura insomma, come quella dei film, dei fumetti, della letteratura, del rock, del mito americano.

“Non l’ho mai amata, però mi è venuta questa nostalgia responsabile” dice Guccini. Il libro infatti contiene cinque racconti che parlano di diversi momenti della sua vita modenese: ColombiniIl giornalistaLa garaBalere e Un portacenere rosso.

Alberto Bertoni, giurato del Premio Ceppo, dice: “Guccini è uno scrittore che ricordando riesce ad essere profondamente attuale, riesce a incidere nella realtà, lo faceva con il suo parlato durante i concerti da cantautore e lo fa tuttora, con ancora maggior forza nelle sue scritture. Incide sulla realtà senza essere politicante o amare gli slogan e cose di questo tipo, incide sulla realtà umana a favore di una democrazia e di un’umanità con i motti di spirito e con tutta una serie di elementi antropologici”.

Giulia Ichino, presente all’incontro in sostituzione di Antonio Franchini Direttore della Narrativa Giunti, dice: “Abbiamo iniziato a lavorare al libro di Francesco che doveva contenere un paio di racconti. Questi sono poi diventati tre, poi quattro e infine cinque. Sono racconti che tornano indietro, tornano con con la mente alle radici modenesi dell’autore, ma in realtà fanno quello che solo la letteratura riesce davvero a fare, cioè ci raccontano di frammenti che altrimenti andrebbero perduti. Frammenti minimi, vite di uomini non illustri ma al tempo stesso ci dicono delle cose molto universali”.

Guccini parla degli anni del dopoguerra, gli anni Cinquanta, la Modena della povertà, “la Modena dello stipendio di mio padre, 8000 lire al mese, il ricordo delle serate a mangiare castagne cotte nell’acqua con foglie d’alloro, dei miei nonni di Pavana, che arrivavano a Modena con un camioncino o gasogeno”. Non mancano alcuni “scontri” amichevoli fra Guccini e Bertoni anche lui modenese, si conoscono da 30 anni ma su Modena hanno sempre avuto opinioni diverse su cui si sono sempre confrontati in maniera piuttosto “forte”.

Alla presentazione della serata hanno partecipato l’Assessore Benedetta Menichelli del Comune di Pistoia e la Consigliera Regionale Federica Fratoni.

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