PISA – Si è conclusa con pieno successo la maxi esercitazione internazionale USAR (Urban Search and Rescue). L’attività, coordinata dal Comando dei Vigili del Fuoco di Pisa, ha rappresentato il collaudo finale prima della sfida più importante: ottenere il riconoscimento delle Nazioni Unite per intervenire nelle grandi catastrofi mondiali.

L’esercitazione ha simulato una risposta d’urgenza a un evento catastrofico nello Stato immaginario del “Tuscland”, colpito da un terremoto di magnitudo 7.2 con epicentro a nord della città di “Bora”.
Con una profondità di 14 km e infrastrutture aeroportuali fuori uso, il team italiano ha dovuto gestire uno scenario di devastazione con migliaia di dispersi, mettendo alla prova la capacità di operare in totale autonomia logistica e operativa in un contesto internazionale ostile.
Il successo della missione ha visto l’impiego di una macchina organizzativa imponente, dimostrando la capacità di integrazione tra diverse regioni:
• Oltre 150 unità coinvolte: tra cui 80 specialisti della ricerca e salvataggio e 70 vigili del fuoco dedicati al supporto logistico e al coordinamento.
• Provenienza dei team: i Vigili del Fuoco sono giunti dai Comandi di Milano, Roma, Torino, Firenze, Venezia e Napoli.
• Componente Sanitaria d’élite: Fondamentale il contributo di medici e infermieri specializzati nel soccorso in ambiente critico, provenienti dai sistemi di emergenza di Toscana, Lombardia, Lazio, Veneto e Piemonte. La loro perfetta integrazione con le squadre tecniche è stata uno dei punti di forza del test.
Di cruciale importanza sono state le manovre eseguite presso la 46ª Brigata Aerea dell’Aeronautica Militare. La sinergia con la Difesa ha permesso di testare con estremo realismo le delicate fasi di imbarco e proiezione internazionale dei soccorsi. La riuscita di queste operazioni conferma l’efficienza logistica dei team italiani, pronti a mobilitarsi in poche ore verso qualsiasi scenario di crisi globale.
La certificazione INSARAG è il “bollino di qualità” dell’ONU che garantisce standard operativi uniformi tra i team di diversi Paesi. Attraverso la IEC (Classificazione Esterna), valutatori internazionali analizzano ogni aspetto del soccorso: dalle tecniche di scavo e ricerca sotto macerie alla componente sanitaria, fino alla logistica e alla capacità di comando. Superare questo esame significa essere pronti a operare in qualunque parte del mondo con un linguaggio e un metodo universale.

L’esercitazione di Pisa è stata il preludio a un evento senza precedenti. Dal 18 al 22 maggio si svolgerà infatti la IEC (INSARAG External Classification), la prova ufficiale delle Nazioni Unite.
Per la prima volta al mondo, un Paese tenterà di ottenere la classificazione internazionale per due team contemporaneamente (uno di livello “Light” e uno di livello “Medium”). Attraverso questo esame “sul campo” di 36-48 ore, valutatori internazionali certificheranno che i team italiani rispettano i più alti standard ONU per scavo, ricerca e soccorso medico, inserendoli stabilmente nell’élite mondiale dell’emergenza.
Il Comando dei Vigili del Fuoco di Pisa esprime la propria profonda gratitudine all’Aeronautica
Militare per l’eccezionale ospitalità e il supporto tecnico presso la 46ª Brigata Aerea. Un ringraziamento altrettanto sentito va alle Forze dell’Ordine per l’impeccabile gestione della viabilità e del presidio dei siti logistici. La collaborazione di queste istituzioni, insieme all’eccellenza del personale sanitario, è stata la chiave per il successo di un evento che onora l’intero sistema nazionale di protezione civile.
FOCUS USAR
L’USAR (acronimo di Urban Search and Rescue) è l’insieme delle procedure e delle tecniche utilizzate per la ricerca e il salvataggio di persone disperse o intrappolate sotto macerie a seguito di eventi catastrofici.
In termini semplici, sono i team “specialisti dei crolli”. Ecco cosa fanno e come sono composti:

1. In quali scenari operano?
Intervengono quando si verificano crolli di edifici o infrastrutture dovuti a:
• Terremoti (lo scenario principale);
• Esplosioni (fughe di gas, attentati);
• Dissesti idrogeologici (frane o alluvioni che travolgono abitazioni);
• Cedimenti strutturali accidentali.
2. Chi compone un Team USAR?
È una squadra multidisciplinare dove collaborano diverse professionalità:
• Vigili del Fuoco (Specialisti Tecnici): esperti nell’uso di strumenti per il taglio del cemento,
il sollevamento di carichi pesanti e il consolidamento delle pareti pericolanti.
• Unità Cinofile: cani addestrati a fiutare persone vive sotto metri di detriti.
• Personale Sanitario d’élite: medici e infermieri capaci di stabilizzare i feriti mentre sono ancora intrappolati (spesso in spazi confinati e angusti).
• Esperti di logistica e telecomunicazioni: per garantire l’autonomia del team anche in zone dove non c’è più elettricità o acqua.
3. La tecnologia utilizzata
Non usano solo forza fisica, ma strumenti ad alta tecnologia come:
• Geofoni: microfoni sensibilissimi per ascoltare battiti o grida provenienti dal sottosuolo.
• Search-cam: telecamere a fibra ottica che passano attraverso piccoli fori per “vedere” dentro le macerie.
• Laser e sensori di movimento: per monitorare che i resti dell’edificio non crollino ulteriormente addosso ai soccorritori.
4. Le classificazioni ONU (INSARAG)
Come accennato nel comunicato, i team vengono classificati in base alla loro potenza di fuoco:
• Light (Leggeri): rapidi da muovere, per interventi veloci in superficie.
• Medium (Medi): capaci di operare su cemento armato e in modo continuativo per diversi
giorni.
• Heavy (Pesanti): dotati di mezzi pesanti, capaci di gestire i cantieri più complessi in totale autonomia per settimane.
L’Italia ha ottenuto la sua prima prestigiosa classificazione INSARAG “Heavy” proprio a Pisa nel
novembre 2018. Da quel momento, il team italiano è diventato una risorsa d’élite attivabile dalle Nazioni Unite per le più gravi catastrofi mondiali.
I principali scenari internazionali e nazionali in cui i team USAR italiani (spesso operando in configurazione pesante o con i suoi componenti specialistici) sono intervenuti dopo la classificazione includono:
Interventi Internazionali
Turchia (Antiochia), febbraio 2023: In seguito al devastante terremoto di magnitudo 7.8, i team USAR italiani (composti da specialisti di Toscana, Lazio, Lombardia, Piemonte e altre regioni) sono stati tra i primi a operare ad Antiochia. In questa occasione, l’Italia ha ricevuto l’incarico formale di coordinare tutti i team USAR internazionali presenti nell’area, un riconoscimento altissimo della professionalità acquisita.
Beirut (Libano), agosto 2020: Anche se non esplicitamente dettagliato nei risultati di ricerca odierni come missione “Heavy” integrale, gli specialisti USAR sono stati mobilitati per supportare le autorità locali dopo la massiccia esplosione nel porto della città.
Albania, novembre 2019: Intervento a seguito del forte terremoto che ha colpito l’area di Durazzo, dove i team italiani hanno lavorato senza sosta per la ricerca di superstiti tra le macerie.
Interventi Nazionali (Scenari Complessi)
Nonostante la classificazione Heavy sia pensata per l’estero, le medesime competenze e procedure sono state applicate in Italia in eventi di rilievo:
Ponte Morandi (Genova), agosto 2018: L’intervento è avvenuto pochi mesi prima della classificazione ufficiale, ma ha rappresentato un banco di prova fondamentale per dimostrare la capacità operativa del sistema USAR italiano.
Rigopiano (Abruzzo), gennaio 2017: Un intervento simbolo dove i team USAR hanno operato in condizioni estreme (neve e macerie) riuscendo a salvare diverse vite umane.
La nuova sfida di maggio (18-22 maggio) è storica proprio perché punta a certificare contemporaneamente due nuovi team (Light e Medium), rendendo l’Italia uno dei pochi paesi al mondo capaci di offrire una risposta flessibile e “modulare” a seconda della gravità del disastro.





