di Paolo Bruni*
PISTOIA – All’Attivo di iscritti e simpatizzanti a Bonelle, Igor Taruffi, responsabile nazionale dell’organizzazione del PD, ha svolto un intervento introduttivo che ho condiviso integralmente. Ha dato una lettura reale della situazione e ha illustrato la via da percorrere e le priorità da realizzare nei prossimi mesi ed anni. Senza nascondere errori del passato e qualche contraddizione o problematica del presente.

Complimenti!
Mi ha molto sorpreso e profondamente deluso, invece, il suo intervento conclusivo. Su un punto di grande rilievo: il Congresso a Pistoia e il rispetto delle regole.
Non senza fatica ha cercato di convincerci che è talmente grande l’obiettivo davanti a noi (la vittoria alle politiche del 2027) che è consentito e “doveroso” una sospensione del dettato dello Statuto.
Ritengo che questa teoria sia molto pericolosa, oltre che politicamente sbagliata (a Pistoia almeno!).
Non mi sfugge la centralità dell’appuntamento del 2027. Da questo punto di vista il suo intervento è stato perfino superfluo.
L’ho e lo avevo così ben presente che ho cercato – invano direi – di rappresentargli il fatto che proprio l’importanza di quell’appuntamento urla la necessità di un congresso che ridefinisca e rilegittimi un gruppo dirigente eletto nel lontano 2021 che, oltre ad essere ufficialmente scaduto 11 mesi orsono, è largamente disabituato alla pratica del confronto, del dibattito e dell’inclusione. E oggi avremmo bisogno proprio di incontrarci, discutere e aprirci.
Il Congresso sarebbe l’occasione ideale e più autorevole per una rivitalizzazione generale del gruppo dirigente e la necessaria iniezione di entusiasmo e nuove energie; elementi essenziali per la galoppata elettorale che ci porterà, guidati da Elly, alla vittoria delle elezioni e al Governo del Paese.
Sospendere lo Statuto equivale un po’ ad immaginare di sospendere la Costituzione. Qualcosa che al solo pensiero fa venire i brividi!
La Politica non può essere bloccata dalle regole; guai però a piegare le regole fondamentali per garantire il percorso democratico delle decisioni ad un qualsiasi obiettivo politico. Anche il più nobile… perché così facendo rischiamo di prendere una strada scivolosa e in discesa che potrebbe farci rotolare verso il fondo.
La Costituzione vieta il rinvio delle elezioni politiche oltre la scadenza naturale e da quando essa è in vigore Mai sono state rinviate; le elezioni amministrative sono state rinviate di sei mesi soltanto nel 2020 a fronte di una epidemia che ha rappresentato un qualcosa di straordinario e drammatico (speriamo irripetibile!) a livello mondiale.
Non considerare il nostro Statuto al pari della Costituzione credo sia un grave errore.
Il Congresso a Pistoia lo si potrebbe fare in un mese. Non consentirlo significa essere un po’ meno democratici di quello che diciamo di essere a partire dal nome che abbiamo scelto e significa assumersi la responsabilità di non valorizzare e sfruttare (nel senso buono) al meglio le risorse e le energie, vecchie e nuove, che potremmo mettere in campo.
E’ tempo di responsabilità e coraggio! Svolgere il Congresso è responsabile e coraggioso.
Siete ancora in tempo. Siamo ancora in tempo!
*Iscritto Partito democratico Pistoia










