PISTOIA – “Nonostante il divieto esplicito di transito per i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate, ogni giorno assistiamo al passaggio indisturbato di camion e veicoli pesanti. Secondo le stime raccolte dai cittadini, si contano oltre 40 transiti irregolari al giorno, equivalenti a più di 14.000 violazioni l’anno”.
Continuano le segnalazioni dei residenti e del comitato di Pontenuovo circa la situazione dei mezzi pesanti che attraversano il ponte sulla Bure. Già il 7 novembre il presidente del comitatto, Stefano Bini, aveva segnalato la situazione e, passato un mese, sembra che nulla sia cambiato.

“E’ trascorso circa un mese dal nostro precedente comunicato e nulla è cambiato: nessuno è intervenuto e gli unici controlli effettuati sono stati quelli della polizia provinciale, che ringraziamo, come comunicato nella riunione tenutasi presso la Provincia di Pistoia il 26 novembre” spiega Bini.
Dal 19 giugno al 25 novembre – sottolinea il cittadino – una pattuglia appostata in prossimità del ponte per un totale complessivo di circa 9 ore ha elevato 9 verbali, con sanzioni ai mezzi non autorizzati al transito, per un importo medio di 90 euro ciascuno.
Per il presidente del comitato questi sono “controlli del tutto insufficienti ed è per questo che ci troviamo nuovamente costretti a scrivere e a denunciare con forza una realtà che non può più essere ignorata. Il ponte sulla Bure, riaperto solo parzialmente con senso unico alternato, è ormai il simbolo di un fallimento istituzionale: un’infrastruttura fragile, esposta a rischi enormi e, soprattutto, priva di controlli efficaci”.

Il 16 dicembre il Comitato di Pontenuovo incontrerà il Prefetto di Pistoia per parlare della grave condizione in cui vivono i cittadini di Pontenuovo.
“In quell’occasione consegneremo un documento che elenca gli interventi che, a nostro avviso, devono essere attuati per rendere la via Sestini-Montalese non solo più vivibile, ma soprattutto sicura per chi vi risiede. La riapertura parziale ha portato un sollievo alla viabilità locale, ma ha anche messo in luce una gestione miope e opaca. Mancano i marciapiedi, mancano i parcheggi, non esiste un piano alternativo alla SP5 Montalese. I lavori del secondo lotto sono bloccati da mesi e neppure l’incontro con l’amministrazione provinciale ha definito tempi e modalità di avvio. Nel frattempo i cittadini sono costretti a convivere con un’infrastruttura che rischia di subire danni irreparabili, soprattutto a causa del continuo transito dei mezzi pesanti” spiega Bini.
“È inaccettabile che, in un contesto così delicato, le amministrazioni non riescano a garantire il rispetto delle regole che loro stesse hanno imposto. Il ponte di Pontenuovo non è soltanto un manufatto: è il simbolo di una comunità che chiede sicurezza, trasparenza e rispetto. Ignorare le violazioni equivale a tradire quella fiducia”.
Per i residenti di Pontenuovo è necessario intervenire installando sistemi di controllo automatico, come telecamere e sensori di peso; rafforzando la sorveglianza attraverso pattugliamenti regolari; collocando barriere di cemento fisse, che consentano il passaggio esclusivamente ai mezzi autorizzati; mettendo cartelli di divieto, grandi, luminosi e ben visibili, prima del ponte e prima di immettersi nella via Sestini-Montalese.







