mercoledì, Settembre 9, 2026

Controllo di vicinato: a Prato un incontro per rafforzare la sicurezza partecipata 

di Andrea Mori

PRATO – Nessuna ricetta miracolosa, ma una serie di consigli pratici su come rendere più sicura la zona in cui si vive. Questo il messaggio principale che è uscito dalla serata di formazione e confronto sul ‘Controllo del vicinato’, che si è svolta nella Sala del Gonfalone della Provincia di Prato.

Maggiore Francesco Caccetta

A parlarne è stato il Maggiore dei Carabinieri (riserva) Francesco Caccetta, ideatore del progetto nazionale e primo ad averlo formalizzato e presentato in sede ministeriale fino all’approvazione con decreto governativo.

“Qui non si fanno ronde, qui si fanno segnalazioni”, ha voluto più volte precisare viste le recenti notizie di cittadini organizzati in gruppi per intervenire fisicamente contro i malviventi.

Arrivando poi al sodo, ha elencato e spiegato quelli che sono i passaggi per realizzare un controllo del vicinato: creazione di un gruppo – che può partire da un’assemblea pubblica come da una riunione tra vicini –, la sua registrazione all’Associazione Nazionale Controllo di Vicinato (ANCDV), realtà riconosciuta dal Ministero dell’Interno. Successivamente ne deve essere avvisata la Polizia locale. Da lì, i residenti iniziano a mettere in pratica attività di collaborazione, partendo dalla individuazione delle vulnerabilità, mantenendo quindi uno sguardo attento sugli spazi pubblici e privati, per poi segnalare alle Forze dell’Ordine comportamenti sospetti o anomali. 

Tra le vulnerabilità che più spesso attirano l’attenzione di persone poco raccomandabili ci sono, ad esempio, vie scarsamente illuminate, siepi o muri troppo alti che nascondono la visuale, cancelli lasciati aperti, oggetti di valore incustoditi in giardini o cortili, oltre a porte e finestre visibilmente deboli o danneggiate. Sono aspetti che i membri del gruppo devono impegnarsi a segnalare con costanza, prima alle autorità competenti e poi anche ai partecipanti al controllo, che oggi molto spesso si tengono in contatto attraverso WhatsApp.

E se parliamo di ladri, casa nostra come si protegge? “Deve continuare a sembrare viva – dice Caccetta –: luci che si accendono, qualche rumore, giardino curato. Con temporizzatori o comandi a distanza è facile dare segnali di presenza senza spendere troppo”. Il maggiore ha anche ricordato l’importanza di porte blindate, casseforti e inferriate, spiegando che ogni ostacolo in più scoraggia i malviventi: “Non vogliono farsi vedere, farsi male, farsi prendere, come non vogliono neanche faticare o perdere tempo. Ogni possibile difficoltà li spinge a scegliere un’altra abitazione”.

Nel corso dell’incontro è stata presentata anche una nuova bozza di protocollo d’intesa politico, che ha l’obiettivo di far riconoscere ufficialmente i ruoli dei responsabili e dei coordinatori di quartiere. “È importante fare passi avanti rispetto al passato e ai vecchi protocolli mai rinnovati né realmente seguiti – ha dichiarato la parlamentare pratese di FdI Chiara La Porta – oggi lo facciamo coinvolgendo l’associazione nazionale e il suo primo fondatore”.

Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia, Matteo Mazzanti, ha voluto sottolineare l’impegno del Dipartimento Provinciale Sicurezza e Difesa del partito nel sostenere e stimolare la nascita e la crescita di numerosi gruppi di vicinato: “Abbiamo visto come la partecipazione attiva e la coesione sociale possano contribuire concretamente a ridurre il degrado. La sicurezza è un diritto e un dovere civico comune, che si rafforza con il coinvolgimento diretto dei cittadini”.

Tra i responsabili del Dipartimento, Matteo De Valerio, ha evidenziato come “incontri formativi come questo siano fondamentali per preparare i cittadini alla corretta osservazione e segnalazione, strumenti essenziali per chi vuole contribuire in prima persona alla sicurezza dei propri quartieri”.

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