martedì, Ottobre 13, 2026

Controlnet assume due donne seguite dal Centro Antiviolenza La Nara. E rilancia la collaborazione

PRATO – Controlnet, azienda di via Sornianese a Prato, guidata dalla famiglia Fabbri, lancia un segnale a tutto il distretto. Lo fa con la decisione di inserire all’interno del proprio organico due donne vittime di violenza e seguite dal Centro La Nara. L’azienda, specializzata nel controllo tessile e nella certificazione di qualità, ha destinato una figura al reparto rammendo, l’altra al campionario. Due contratti di lavoro per ricostruire la propria autonomia e, allo stesso tempo, formare due professionalità da inserire stabilmente all’interno dell’azienda. La notizia viene diffusa nella speranza che tante altre imprese di Prato e dell’area metropolitana possano seguirne l’esempio.

L’interesse verso questa attività è nato circa un anno fa, quando attraverso una segnalazione di Cna, l’azienda pratese è venuta a conoscenza delle opportunità previste dalla Regione Toscana per le imprese che assumono donne inserite in percorsi di uscita dalla violenza. Da qui l’avvicinamento al Centro La Nara e la decisione di trasformare questa possibilità in inserimenti concreti: l’obiettivo non è stato solo quello di implementare l’organico aziendale, ma anche di formare le figure e fornire loro una preparazione e una professione qualificata anche per rispondere alla carenza di manodopera specializzata nel distretto. Fondamentale anche la collaborazione con ARTI Agenzia Regionale Toscana per l’Impiego che ha supportato il percorso di accesso agli incentivi regionali.

“Quando siamo venuti a conoscenza di questa possibilità abbiamo deciso di approfondirla perché abbiamo visto una doppia opportunità: per l’azienda, che ha bisogno di nuove professionalità, e soprattutto per persone che attraverso il lavoro possono costruire un nuovo percorso di autonomia – spiega Roberto Fabbri, titolare di Controlnet –. L’incentivo da parte della Regione rappresenta certamente uno strumento utile per l’impresa, ma non può essere il solo fine dell’inserimento. Il nostro obiettivo è formare queste persone, trasferire loro competenze e creare le condizioni perché possano crescere professionalmente fino a diventare figure centrali all’interno dell’azienda. Da noi, in particolare, parliamo di professioni artigianali caratterizzate da manualità e conoscenza del tessuto, competenze che ancora oggi non possono essere sostituite dalle macchine”.

“Affermare l’indipendenza economica delle donne che stanno affrontando un percorso di uscita dalla violenza significa contribuire concretamente anche a ridurre il numero delle vittime – sottolinea Francesca Ranaldi responsabile del Centro Antiviolenza La Nara –. Il lavoro permette a una donna di mantenersi, di costruire la propria autonomia e di non essere costretta, per ragioni economiche, a rimanere o a tornare nel luogo della violenza. Per questo l’inserimento lavorativo non è soltanto un’opportunità professionale, ma può rappresentare un passaggio fondamentale nel percorso verso una vita indipendente. La disponibilità di aziende come Controlnet a investire su queste donne, sulla loro formazione e sulle loro capacità è quindi estremamente importante”.

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