di Ilaria Lumini
PISTOIA – Madri che camminano verso il confine con la Polonia con i loro figli. E valige e sacchi ricolmi di vestiti. I mariti sono a combattere i russi, loro combattono portando in salvo i figli.

“…Mamme con bambini piccoli, molto piccoli, il più grande avrà avuto sei anni…camminavano verso il confine polacco, a piedi. Era un freddo impensabile, io ero super vestito e avevo le mani congelate, le gambe congelate…era freddissimo. E questi bambini…ho dato loro i biscotti…hanno ringraziato… C’è veramente bisogno di tutto. Al confine polacco quattro chilometri per entrare, e sette chilometri al confine con l’Ucraina verso la Polonia.. macchine, persone a piedi, un via vai di pullman che portano via la gente.. una cosa impensabile. Se penso all’Ucraina, penso ai bambini”.

E’ il racconto, a braccio, di Ivano Lucchesi, presidente Prociv Arci, associazione di volontariato della Protezione civile che venerdì pomeriggio è partito con altri tre volontari verso Leopoli, città al dell’Ucraina occidentale a circa 70 chilometri dalla Polonia, con due furgoni carichi di cibo, medicinali, qualche vestito.
I furgoni partiti dalla sede di Chiesina Uzzanese sono arrivati a Leopoli la notte della domenica. Al confine Polonia e Ucraina ci sono militari armati di mitra ogni due chilometri.

“Abbiamo scaricato alla velocità della luce, c’era così tanta gente, si danno da fare…aspettavano questo carico da giorni. E’ un popolo che non si arrenderà domani, c’è tanto patriottismo nel popolo ucraino” continua Lucchesi che è tornato oggi in Italia.
Ma dice: “Venerdì ripartiamo”. A Leopoli sono stati allestiti due centri di emergenza. Venerdì il carico sarà prettamente di medicinali: “Hanno bisogno di medicine, non ci sono medicinali, venerdì porteremo tutto il necessario per l’emergenza urgenza”.
Richieste di medicinale che all’associazione di volontariato sono arrivate anche dal City Clinical Hospital of Ivano Frankivsk City Council che “esprime il suo rispetto e la gratitudine al popolo italiano per il suo sostegno completo in questo momento difficile e cruciale per il destino dell’Ucraina. Il 24 febbraio la Russia ha attaccato l’Ucraina. C’è spargimento di sangue. Le forze armate dell’Ucraina e la popolazione civile stanno difendendo coraggiosamente ogni sua città, ogni suo villaggio e ogni sua casa. Gli ucraini liberi stanno morendo, tanti sono feriti e la loro quantità sta aumentando. Dall’importanza di salvare la vita di militari, civili e feriti oggi, c’è un urgente bisogno di medicinali, forniture mediche, strumenti”.







