giovedì, Settembre 10, 2026

Dal Benin a Campiglio di Quarrata arriva don Bruno Hernan, “un prete tutto prete”

di Paolo Gestri

QUARRATA – Domenica 22 Campiglio di Quarrata festeggia il nuovo parroco, Adjanon don Comlan Bruno Hernan, originario del Benin, stato dell’Arica occidentale. Comlan Bruno sostituisce don Mario Franchi, domenicano, andato a riposo per motivi anagrafici e di salute. L’appuntamento di benvenuto è fissato dopo la messa delle 18: una apericena offerta al popolo dal Comitato parrocchiale, convivio per il quale si sono messe in fila oltre cento persone, forse più di quanti sono le anime campigliesi in tutto. Ai festeggiamenti parteciperà altre gente di paesi circostanti, ma che hanno prescelto nella chiesa di Campiglio il loro luogo di fede.

Don Bruno Hernan

Don Bruno è uno dei vari preti neri di cui si avvale il vescovo di Pistoia e Pescia, monsignor Fausto Tardelli, favorevole alla nomina in virtù di una comunità ecclesiale viva, vegeta e costruttiva, come dimostra l’annuale Festa di Santa Maria, appuntamento ludico – religioso della prima metà di agosto. I proventi di tale festa sono un aiuto alla chiesa locale ed alla diocesi stessa. Peraltro, la piccola chiesa, gioiello sei-settecentesco, la si vede rialzata tra Valenzatico e Santonuovo, sotto Montemagno e prima della piana pistoiese a nord: pare messa lì apposta per fare bella figura tra i paesi dintorno.

Ma torniamo al reverendo Hernan, nato nel dipartimento di Cové, nel 1981. Lui sarà, ufficialmente, amministratore parrocchiale con funzione di organizzare la pastorale. Prima di venire a Campiglio, aveva sputo di una comunità ben organizzata che “Già mi piaceva – ammette il don – e ne ero felice. Avevo intuito che sarei andato tra buone persone. Quando ho visto e letto della festa di Santa Maria, ho avvertito un sentimento di gioia: che un piccolo paese, come Campiglio, fosse in grado di organizzare eventi simili”. In effetti, la Santa Maria campigliese è l’appuntamento più partecipato della piana pistoiese in piena estate. “Magari – aggiunge don Bruno – organizzero qualcosa di più in senso religioso”.

Ed ecco la storia di lui ministro di Dio, venuto dall’Africa nera. Ricordando Miguel De Unamuno, Bruno Hernan è “un prete tutto prete”.

Vale forse ricordare che il credo ufficiale del Benin è la religioneVudun, che predica la paternità di Dio e la fratellanza umana: un terreno non ostile alla chiesa cattolica – romana, abbracciata dal nostro sacerdote: “Sono cresciuto nel seminario minore a Parakon e successivamente nel seminario di teologia a Tchanvédji. Provengo da una famiglia di tutti battezzati, e da bambino andavo alla messa tutti i giorni, a tutte le messe; amavo studiare, giocavo poco; il mio giorno più felice fu quello della prima comunione, il 4 giugno del ’95. La giovinezza l’ho trascora in seminario e sono stato ordinato sacerdote nel 2012. Sono in Italia da due anni, inizialmente “collaboratore” del parroco di Casalguidi, don Andrea Mati; d’ora in poi sarò di aiuto alle chiese vicine che magari non hanno un prete tutto per sé. Mi fa piacere che anche Lamporecchio e Poggio a Caiano abbiano due parroci miei conterranei del Benin. A Campiglio vivo da solo, anzi no: in una comunità che mi ha benevolmente accolto”.

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