di Barbara Franchi*
LIZZANO IN BELVEDERE – Esprimo un sincero ringraziamento al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, agli assessori al turismo Roberta Frisoni e Davide Baruffi alla Montagna, e al presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri. Questa visita rappresenta una chiara testimonianza dell’interesse e dell’impegno della Regione per aiutarci a salvare la nostra montagna.
Sono stati condivisi progetti cruciali per lo sviluppo della Montagna, che si inseriscono in una visione strategica di ricostruzione dell’Appennino.
Ho particolarmente apprezzato la loro disponibilità a sviluppare politiche economiche realistiche accompagnate da fondi significativi già in parte stanziati, destinati a garantire un futuro prospero per tutte le comunità montane.
Questa collaborazione rappresenta un passo fondamentale verso la valorizzazione delle potenzialità economiche locali, con un focus su viabilità, ripopolamento, rigenerazione urbana e riqualificazione urbana delle strutture sportive. Il supporto della Regione è un segnale forte e chiaro dell’importanza di investire nelle terre montane e dell’impegno a promuovere un’economia di prossimità.
Lo sviluppo turistico della Montagna è una condizione sine qua non per mantenere anche i servizi e la rete commerciale sul territorio.
Il Presidente ha mandato un messaggio forte ai 4 milioni e 400 emiliano-romagnoli, di riscoprire i nostri luoghi perché senza nulla togliere alle altre regioni abbiamo delle destinazioni meravigliose a pochi chilometri da casa molto più economiche e meno trafficate. Poi naturalmente rafforzare le sinergie con la ferrovia, i trasporti, l’aeroporto sarà importante anche per un turismo internazionale sempre in crescita. Quello che c’è è già un offerta soddisfacente ma abbiamo preso l’impegno di valorizzarla il più possibile.
Ho ribadito l’importanza di lavorare insieme per garantire un futuro sostenibile della nostra montagna e sono convinta che unendo forze e risorse sarà possibile trasformare queste idee in realtà concrete.
La stazione sciistica del corno è una realtà particolare che da sempre ha retto il turismo e l’economia della montagna bolognese e oggi dobbiamo arrestare il declino che ci affligge da oltre 25 anni, poiché non sono stati investimenti di valorizzazione per far fronte alle richieste di turisti sempre più esigenti. La crescita del turismo non si ferma: oltre 40,5 milioni le presenze nel 2024 in Emilia-Romagna (+3,6%), 11,8 milioni gli arrivi (+2,7%)Il 2024 conferma l’attrattività delle località collinari (+7,8% gli arrivi e + 5,5 % le presenze sul 2023) e appenniniche (+4,3%, + 2,3%).
La nostra stazione non può essere paragonata ad altre realtà sciistiche gestite e sostenute da più amministrazioni pubbliche locali e con maggiore sostegno dei privati.
I 7.500.000 messi a disposizione dal Governo e dalla Regione dal lontano 2016 per l’ammodernamento della seggiovia sono stati fermi per quasi 10 anni, creando una situazione di stallo che ha compromesso non solo la possibilità di investire su altri progetti di valorizzazione, ma ha anche creato un danno all’immagine e all’economia del territorio.
Il Consiglio di Stato ha definitivamente respinto i ricorsi e ora dobbiamo procedere all’opera entro la prossima stagione invernale per essere pronti ad ospitare gli atleti delle Olimpiadi di Cortina 2026, grazie alla nuova scadenza che ci è stata concessa dal Ministero al 31 dicembre 2026.
Gli impianti così come i rifugi e altri immobili sono di proprietà della RE. Il comune è affidatario per quanto riguarda le manutenzioni di immobili e impianti e revisioni e ma le difficoltà sono enormi considerato che il nostro apparato amministrativo è insufficiente per gestire tutte le necessità. Inoltre il comune si avvale per le manutenzioni di un contributo di soli 250.000 euro annuali sulla Legge regionale 17 del 2002 parliamo di una legge di oltre 23 anni fa ormai anacronistica rispetto ai costi attuali su materiali e manodopera che sono triplicati.
I giudici hanno emesso sentenze chiare, rigettando i ricorsi presentati, confermando che le motivazioni avverse agli iter amministrativi e ai presunti danni ambientali non hanno fondamento.
È ora di fare giustizia e far rinascere il nostro territorio.
Questa nuova infrastruttura è fondamentale per il futuro della stazione, che non può più fare a meno di una modernizzazione. Sarà importante essere affiancati nelle fasi di realizzazione dell’impianto a livello, finanziario, amministrativo e tecnico in modo puntuale. La responsabilità è tanta è faticoso, considerato che la stazione regge l’economia turistica di un’intera vallata.
Inoltre grande attenzione va posta sulla realizzazione della nuova seggiovia cavone-rocce arrivata a fine vita. Qui la società Cornoallescale Srl ha ottenuto un finanziamento del ministero del turismo di 4 milioni circa ma dobbiamo considerare le grandi difficoltà che riguardano non solo l’esposizione finanziaria ma anche le lungaggine tipiche delle procedure amministrative per realizzare un opera che rimarrà comunque di proprietà della regione stessa.
Abbiamo in questa occasione presentato alla Regione Emilia-Romagna una programmazione di interventi vitali che riguarda la revisione delle seggiovie esistenti e che dovrà tenere conto anche della necessità di nuovi impianti per la produzione di neve programmata, della riqualificazione dei rifugi e dell’area circostante la stazione con l’obiettivo di offrire servizi di accoglienza e ricreativi, attivi tutto l’anno.
Questi interventi sono vitali per garantire la competitività del Corno alle Scale e per rispondere alle esigenze di un turismo sempre più esigente.
Negli anni ’70 e ’80, il nostro comune era considerato una delle perle della regione. Abbiamo tutte le carte in regola per rilanciare il turismo in tutto l’Appennino bolognese, partendo proprio da qui. Il nostro territorio è ricco di opportunità: oltre alla neve, offre parchi naturali, eccellenze storiche e gastronomiche, e luoghi di grande valore culturale. L’economia locale non può prescindere dal “bianco”, ovvero dal turismo invernale, ma ora è necessario che il Corno alle Scale non sia solo una meta per gli sport invernali, ma un vero e proprio polo turistico in grado di offrire esperienze uniche in ogni stagione dell’anno per poter guardare al futuro. È il momento di un nuovo inizio, per far rinascere e crescere questo straordinario territorio, e con il vostro supporto e l’impegno di tutti, ce la faremo .
E’ giunto il momento di invertire lo sguardo.
Guardare all’Italia intera muovendo dai margini, dalle periferie. Considerare le dinamiche demografiche, i processi di modernizzazione, gli equilibri ambientali, le mobilità sociali e territoriali, le contraddizioni e le opportunità, per una volta all’incontrario. Partendo dalla considerazione che l’Italia del margine non è una parte residuale; che si tratta anzi del terreno forse decisivo per vincere le sfide dei prossimi decenni.
* Sindaca di Lizzano in Belvedere










