lunedì, Ottobre 12, 2026

Danni alla Pistoiese Calcio: chiuse le indagini per bancarotta fraudolenta, maxi sequestro di 1,7 milioni

PISTOIA – Sequestro preventivo per circa 1,7 milioni di euro nei confronti della ex dirigenza della Pistoiese Calcio. Arriva la misura cautelare firmata dal Gip per i danni arrecati alla Pistoiese dell’allora patron De Simone.

Le indagini della squadra di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, dirette dalla Procura della Repubblica di Pistoia e vagliate dal Giudice delle Indagini Preliminari, sono iniziate ad aprile 2024. I militari hanno acquisito documenti, ascoltato testimoni, ed eseguito accertamenti economico-patrimoniali e bancari, documentando così un articolato sistema di frode, portato avanti – secondo ipotesi d’accusa – dal gruppo imprenditoriale: due imprenditori campani e due professionisti, un commecialista e avvocato tutti di origine campana, ed una “testa di legno” di nazionalità albanese.

Guardia di Finanza

Quindi, a seguito delle indagini, gli investigatori hanno ricostruito come la squadra Pistoiese Calcio era stata utilizzata per l’utilizzo e l’emissione di fatture false. Da questo le contestazioni di bancarotta fraudolenta, emissione ed utilizzo di fatture false, compensazione di crediti fiscali inesistenti e appropriazione indebita.

Le indagini.

La Pistoiese Calcio, con il passaggio del testimone prima ad un imprenditore tedesco e, poi, ad una società di diritto inglese, arriva ad essere controllata, dietro lo schermo di una trentenne di origine albanese, da Maurizio De Simone, (già noto alle cronache per precedenti avventure calcistiche con l’Avellino calcio ed il Trapani calcio) supportato da due professionisti, padre e figlio, il primo commercialista (70 anni) e il secondo avvocato (41 anni), anch’essi in passato attivi nel mondo del calcio.

Tale passione sportiva, secondo le investigazioni delle Fiamme Gialle pistoiesi, si è rivelata, sempre secondo ipotesi d’accusa, tutt’altro che conforme alle regole: quasi 900.000 euro di costi mai sostenuti attraverso l’utilizzo di fatture false emesse da una società gestita da un quinto soggetto, anch’esso di origini campana che, al contempo, pagava le gonfiate fatture – mascherate da contratti di sponsorizzazione – con la cessione di circa 500.000 euro di crediti d’imposta fittizi; esposizione in bilancio di una perdita inferiore al reale; somme dal patrimonio societario per importi indebitamenti percepiti a titolo di compenso e persino l’appropriazione indebita di autovetture in danno di una società di leasing e già in uso alla squadra di calcio.

Questa mattina il coordinamento della Procura della Repubblica di Pistoia ha dato il via a perquisizioni domiciliari e provvedimenti di sequestro di disponibilità economiche e possidenze mobiliari ed immobiliari, emessi dal Gip del Tribunale Ordinario di Pistoia, per un ammontare complessivo di circa 1,7 milioni di euro.

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