mercoledì, Settembre 9, 2026

Davanti alle storie degli altri: Andrea Chimenti chiude il Serravalle Rock

di Beatrice Beneforti

SERRAVALLE PISTOIESE – Una giacca di scacchi, la sigaretta sulla punta delle labbra e un cappello abitavano addosso a un signore che Andrea Chimenti ha incontrato, un giorno qualunque, davanti la vetrina di una cartoleria di Arezzo.

Erano gli anni Settanta e i manicomi iniziavano a decadere e Andrea, insieme al padre, quel giorno se ne rese conto quando questo signore, spettatore insieme a loro dello spettacolo che la vetrina proponeva ai passanti, chiese loro cosa contenesse il vaso al centro dell’esposizione. Pennelli, rispose stupito il padre. Pennelli, rispose il signore. Pennelli, ripeteva andandosene.

Ecco che Andrea scriverà poi la terza canzone suonata ieri alla serata di chiusura del Serravalle Rock.

Andrea Chimenti sul palco del Serravalle Rock (foto di Federico Melani)

Insieme a questa storia, tante altre, come quella, per esempio, del signore vestito d’oro, dipinto d’oro come la sua bicicletta che girava sempre in una di quelle città vissute dal cantante. Un signore a cui ci si abitua, innocuo nella sua stravaganza, come ci si abitua a un edificio che spicca tra gli altri, senza chiedersi il perché della sua stranezza ma Andrea poi, crescendo, ponendosi la domanda del perché un uomo debba scegliere l’oro come seconda pelle, ha scoperto che dietro c’era l’attesa, l’amore di un padre che aspetta il ritorno del figlio dalla guerra che, però, non avverrà.

Per questo Andrea Chimenti non è sempre stato solo spettatore davanti le vite degli altri.

Un concerto scandito da poesie e musiche che hanno ispirato l’artista nella composizione di una vita, riproposta sul palco del Serravalle Rock.

Un giro magico anche, arrivato fino ai confini stranieri, ai confini della realtà, come la canzone che ha preso spunto da una poesia di fine ottocento su uno spirito di una vecchia villa. “The little man who wasn’t there” cantava Clenn Miller con la sua orchestra, nel 1939 che poi tornerà con David Bowie con il titolo “The man who sold the world”, negli anni ’70.

Tante le storie, tanti gli spunti della ricerca di Andrea Chimenti, nato a Reggio Emilia nel luglio del 1959, cresciuto con il sogno di diventare disegnatore anche se poi la sua strada è diventata quella della musica nel 1983 con l’esordio dei Moda, con i quali pubblica “Bandiera”, “Canto Pagano” e “Senza Rumore”, prodotti dalla casa discografica “IRA”.

Solo dopo qualche anno, nel 1989, quando i Moda si sciolgono, Andrea intraprende la carriera da solista che lo ha portato ieri, come super ospite, al Serravalle Rock.

Hanno suonato, prima di lui, Le pietre dei giganti, gruppo rock fiorentino, e Guinevre, giovane cantautrice italiana, accompagnata da chitarra e batteria.

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