venerdì, Ottobre 16, 2026

Delitto in locandina, dalla letteratura al cinema: una mostra alla San Giorgio

PISTOIA – Alla Biblioteca San Giorgio, sabato 11 aprile alle 16,00 si inaugura una mostra piuttosto particolare.

Si parla di mistero e in particolare un’esplorazione del passaggio dalla pagina scritta all’immagine cinematografica. Un vero e proprio dialogo fra letteratura, cinema e arti visive.

Due immagini della mostra allestita alla Biblioteca San Giorgio (fotografie di Stefano Di Cecio)

Il mistero del delitto prima di essere rappresentato sullo schermo, viene costruito attraverso la parola, l’atmosfera, l’architettura narrativa e la forza evocativa dei luoghi. Il cinema ne raccoglie eredità e la trasforma in visione. Al centro del progetto si colloca ovviamente il valore culturale della locandina cinematografica come forma d’arte autonoma: non semplice supporto pubblicitario, ma spazio di interpretazione, sintesi e immaginazione.

I grandi illustratori del cinema hanno saputo tradurre in immagini il tono, l’atmosfera e la promessa narrativa di un film, contribuendo a costruire un immaginario collettivo che ancora oggi accompagna il nostro modo di vedere il mistero.

La mostra presenta una selezione di materiali originali provenienti dalla collezione di Alessandro Orsucci, collezionista e ricercatore che ha avviato la propria attività negli anni Novanta, dedicandosi alla ricerca, conservazione e valorizzazione del corredo pubblicitario del cinema. Più di ventimila le opere in suo possesso, dai grandi manifesti alle locandine passando per numerosi altri oggetti.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso alcune grandi linee: dal noir americano, in cui il crimine si intreccia con l’ombra delle città moderne e con la crisi morale del Novecento, alla nascita del pensiero investigativo con Sherlock Holmes: dal giallo classico di Agatha Christie, costruito come un perfetto meccanismo di suspense, al giallo sociale italiano, in cui il delitto si fa specchio della realtà, dei conflitti urbani e delle trasformazioni della società.

In particolare si evidenzia la sezione speciale dedicata al film “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati, opera centrale del perturbante italiano e riflessione esemplare sul rapporto tra spazio domestico, memoria e inquietudine.

Le vetrine esterne introducono il visitatore a questo itinerario attraverso testi e copertine di libri provenienti dai patrimonio della Biblioteca San Giorgio, mentre le vetrine interne traducono questi immaginari in immagini, attraverso locandine, manifesti e materiali originali legati alla storia del cinema in questo dialogo tra libro e schermo.

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