mercoledì, Settembre 9, 2026

Demos si confronta con Aldo Moro e l’attualità del suo pensiero

PRATO – Si è tenuto nella Sala del Gonfalone della Provincia di Prato un incontro su “Aldo Moro: l’attualità del suo pensiero”.

All’iniziativa, organizzata dalla sezione locale e dal coordinamento regionale di Demos-Democrazia Solidale, hanno partecipato oltre quaranta persone: Salvatore Bimonte, co-responsabile regionale di Democrazia Solidale ha introdotto l’incontro e svolto il ruolo di moderatore, mentre Sandra Mugnaioni, Consigliera Comunale in carica, co-responsabile regionale di Democrazia Solidale e facente parte della Direzione Nazionale del partito, ha aperto il dibattito; nel suo intervento ha sottolineato come di Moro si ricordi soprattutto il sequestro da parte delle Brigate Rosse, e molto meno si parli della sua figura politica, di padre costituente, filosofo del diritto, grande statista. La Consigliera ha dedicato l’incontro al compianto Massimo Carlesi, perché è grazie a lui che esiste oggi a Prato la presenza di Democrazia Solidale.

E’ poi intervenuta la Sindaca del Comune di Prato, Ilaria Bugetti, la quale ha detto che parlare di questi personaggi fa bene non solo alla politica, ma alla città stessa. Figure come Aldo Moro, oggi perlomeno rare se non del tutto sparite, riuscivano a confrontarsi sui grandi temi dell’umanità. La qualità più grande di Moro, secondo la sindaca, era la sua capacità di dialogo: dialogo che parte sempre dall’ascolto dell’altro e dal tentativo di comprenderne le ragioni.

Ha chiuso la serie degli interventi istituzionali Stefania Saccardi, Vicepresidente della Regione Toscana, la quale ha ricordato che lei stessa decise di impegnarsi in politica proprio in seguito al rapimento di Aldo Moro, poiché era rimasta colpita dall’altissimo concetto di democrazia dello statista, espresso anche nel confronto con l’avversario politico, alla ricerca comunque del bene comune. Saccardi ha poi sottolineato il ruolo avuto da Moro anche nel processo di costruzione dell’Europa.

Dopo il saluto della Consigliera Provinciale Paola Tassi, in rappresentanza del Presidente Calamai, la parola è stata data poi al Professor Leonardo Brancaccio, docente della Scuola di Economia civile dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, che ha recentemente pubblicato il libro “Aldo Moro il politico, il professore, il filosofo del diritto”.

Partendo dal tragico evento di Via Fani, Brancaccio ha detto che ha iniziato a studiare la vita di Aldo Moro, stimolato una decina di anni fa da una frase del nipote di Aldo Moro, Renato Moro, professore di Storia contemporanea all’Università di Roma Tre: ”Se Moro è ricordato in Italia e nel mondo è per il suo rapimento. L’immagine più diffusa resta quella con dietro la stella a cinque punte delle Brigate Rosse. In parte era inevitabile. Ma oggi, a quaranta anni dalla sua tragica fine, è arrivato il momento di restituire a Moro la sua voce, la sua vita”. Brancaccio ha poi raccontato in modo appassionato gli episodi salienti della vita dello statista.

Particolarmente emozionante è stato conoscere l’azione di Aldo Moro nella fase costituente dell’immediato dopoguerra e nella redazione della Costituzione della Repubblica.

Dopo aver ricordato le tante iniziative prese da Moro nell’esercizio dei suoi molti incarichi politici, il professor Brancaccio ha concluso sintetizzando in una frase l’identità dell’ azione politica dello statista pugliese: la politica della mano tesa. Durante il racconto alcuni giovani hanno letto brani del libro in cui venivano riportate frasi di Moro, piccole perle di pensiero politico che anche oggi possono essere di stimolo per chi nella politica è chiamato ad agire:

“Forse il destino dell’uomo non è di realizzare pienamente la giustizia, ma di avere perpetuamente della giustizia fame e sete … ma è sempre un grande destino”; “Uno Stato non è veramente democratico se non è al servizio dell’uomo, se non ha come fine supremo la dignità, la libertà, l’autonomia della persona umana”; “Non è importante che pensiamo tutti le stesse cose ma è invece straordinariamente importante che tutti abbiano il proprio libero respiro, tutti il proprio spazio intangibile nel quale vivere la propria esperienza di rinnovamento e di verità, tutti collegati l’uno all’altro nella comune accettazione di essenziali ragioni di libertà e di rispetto e di dialogo”.

L’incontro si è concluso con alcune domande da parte del pubblico, che ha dimostrato di aver gradito molto questo incontro. La sfida politica attuale di Demos è quella di declinare questi stessi valori vissuti da Moro nella complessità dell’oggi, con lo stesso discernimento critico e la medesima immaginazione profetica.

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