martedì, Settembre 8, 2026

“Destinatario Sconosciuto”, in scena nella Sala de’ Rossi della Fondazione Caript

PISTOIA – Lunedì 17 aprile alle 17, nella Sala De’ Rossi della Fondazione Cassa di risparmio (via de’ Rossi), in occasione della giornata in ricordo dell’Olocausto (Yom HaShoa), andrà in scena “Destinatario sconosciuto” di Katherine Kressmann Taylor, la piece allestita da Electra Teatro con il patrocinio del Comune di Pistoia.

Da sinistra, Giuseppe Tesi, Alessandro Pala Griesche, Marco Baraldi

Al’evento parteciperanno i relatori dott. Alberto Sonnino, psichiatra, psicoanalista membro della Società psicoanalitica italiana; Rav Gadi Piperno, rabbino aapo della Comunità ebraica di Firenze, la vice sindaco Anna Maria Celesti, Presidente della Società per la salute.

In apertura, il dottor Sonnino proporrà una riflessione “metafisica” sulla fragilità umana, sulle paure ancestrali, sul tradimento, sulla vendetta, sul ribaltamento degli affetti in tragiche circostanze, mentre il rabbino approfondirà l’aspetto spirituale e antropologico della giornata del 17 aprile (il 27 del mese di Nissan per il mondo ebraico), per il quale si celebra la giornata dello Yom HaShoah.

Il reading

Anni ’30. L’amicizia fra l’ebreo Max Eisenstein e il tedesco Martin Schulse fa è la protagonista del romanzo epistolare dell’autrice statunitense Katherine Kressmann Taylor, insieme al suo drammatico rovesciamento. I due uomini condividono una galleria d’arte a San Francisco quando, nel ’32, all’indomani dell’ascesa al potere di Hitler, il cristiano Martin torna nel suo paese di origine con moglie e figli, segnando l’inizio di un rapido cambiamento che riguarderà anche le sue convinzioni. Sulle prime, Max e Martin continuano a coltivare il loro sodalizio grazie a un fitto scambio di lettere, ma presto una Monaco dove soffiano i primi venti del regime nazista interviene a insinuare le prime crepe nell’intesa fra i due.

Alessandro Pala Griesche

A dare corpo alla struggente narrazione, la voce vibrante e la sapiente interpretazione di Alessandro Pala Griesche, attore e doppiatore; a lui si affiancherà Giuseppe Tesi, regista di Electra Teatro. Al centro dell’opera vi è l’affettuoso afflato fra i due protagonisti, legati da un rapporto autentico e di lunga data, incapace di resistere però ai duri colpi della storia, che si intersecano come sottili lame nella quotidianità del vissuto e negli affetti più profondi di entrambi. La lettura scenica si intreccerà indissolubilmente con i brani originali suonati al pianoforte dal maestro Marco Baraldi, utili a sottolineare e coadiuvare la drammaticità dello scritto.

La storia di questo romanzo epistolare, singolare e quasi beffarda, ha qualcosa di affascinante, che ha condotto l’interesse dell’associazione culturale Teatro Electra a farne oggetto di questo progetto destinato a un pubblico chiamato a una profonda riflessione emozionale. Spesso i sentimenti e le inclinazioni umane rimangono come immobili, congelate dentro la nostra anima, così che possiamo vivere serenamente senza prestare loro ascolto. Martin, per esempio, poteva non aver mai saputo, nella sua vita statunitense, di essere un antisemita egoista disposto a tutto pur di salvare sé stesso; Max poteva a lungo aver ignorato la sua vena sadica e vendicativa che fuoriesce con forza quando il regime nazista fa a pezzi uno dei suoi affetti più cari, l’amata sorella artista Griselle. Nessun uomo è davvero mai al sicuro dal “male” e nessuna “amicizia” può mai davvero essere autenticamente salvifica senza un profondo ascolto della nostra parte “umana”. Spesso la paura o le difficili condizioni di vita spingono l’essere umano a cercare un colpevole cui addossare il proprio dolore o la propria insoddisfazione. E allora l’uomo inizia ad attingere al pozzo dell’odio, dell’individualismo, della grettezza feroce che spinge a perseguire il proprio effimero “bene” a discapito dell’altro, specie se quest’ultimo è percepito come “diverso”. È così che smettiamo di essere amici. Ed è così che smettiamo di essere fratelli. Ma nessun individuo potrà mai davvero essere racchiuso in contenitori contraddistinti dall’appartenenza di genere o etnica o ancora religiosa finché la potenza dell’afflato empatico con la vicenda dell’altro da sé non smetterà di identificare il nostro essere, appunto, umani.

L’ingresso è libero sino all’esaurimento dei posti. Prenotazioni su WhatsApp: 349 607 8259, oppure ufficiostampa.electra@gmail.com

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