mercoledì, Settembre 9, 2026

“Di Mano in mano per Marino” ha riacceso le luci sulla vicenda del museo

PISTOIA – Una performance per riaccendere i riflettori sulla vicenda del Museo Marini, una pagina nerissima per la città, per la cultura e per l’Amministrazione comunale che ha pesanti responsabilità nella chiusura del museo dell’artista pistoiese.

La striscia di tessuto (foto Image)

Nessun intervento, nessuna parola, solo la dimostrazione plastica del legame dello scultore con la sua città: un lunghissimo canapo di tessuto formato da centinaia di strisce colorate (donate da cittadini e imprese) legate tra loro, sorretto e portato da oltre cento persone.

La presentazione della performance (foto Image)

Una perfomance allestita dal Collettivo artistico Meduse di Pistoia, in collaborazione con il Comune di Pistoia e la Regione Toscana e ospitato dal Performance Art Festival 2022, promosso dall’Associazione Culturale Centro Studi Ricerche Espressive CSRE, all’interno del calendario di Toscanaincontemporanea e GiovaniSì.

La lunga striscia di tessuto parte dal Tau (foto Image)

“Di mano in mano per Marino” – il titolo della proposta – , ha attraversato la città dal convento del Tau fino a piazza del Duomo, passando per via Cino, il Globo, via Cavour, via Roma, piazza del Duomo da dove la lunghissima striscia è entrata in palazzo comunale ed è stata avvolta attorno al “Miracolo”, la statua di Marino Marini collocata nell’atrio del palazzo. Il lungo corteo è stato seguito da tantissime persone.

La striscia di tessuto in piazza del Duomo (foto Image)

Il collettivo ha proposto attività e azioni aperte a tutte le persone interessate a partecipare, alcune delle quali si sono svolte nelle settimane scorse nelle scuole e associazioni, per giungere all’evento conclusivo di domenica, concepito appunto come una performance artistica collettiva.

La striscia avvolta attorno alla statua Il miracolo (foto Image)

“Una performance – spiegano gli organizzatori – che al valore estetico del gesto artistico affianca un richiamo in senso civico. E’ un invito a riflettere e a rendere tangibile il legame esistente tra la città e il Museo Marino Marini, lasciando sulla soglia ciò che non è essenziale. Adottando il linguaggio dell’arte, si richiede di compiere un passo in avanti: dalla protesta e il lutto per la sottrazione del Museo Marini alla celebrazione di un rapporto tuttora vivo e presente con l’artista, sebbene reso più difficile dalla distanza e dalla inavvicinabilità delle opere”.

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