martedì, Settembre 8, 2026

Dialoghi, “di che cibo sei?”. Risponde Marino Niola

di Susanna Daniele

PISTOIA – “L’uomo è ciò che mangia”. L’antropologo Niola inizia dalla celebre frase del filosofo tedesco Feuerbach per parafrasarla: l’uomo è anche ciò che non mangia.

Al cibo e alla sua condivisione come principio della cultura e dell’etica, i moderni umani hanno sostituito l’appartenenza a varie tribù alimentari sempre più integraliste, che si dividono e si contrappongono. La tavola è diventata uno strumento di divisione invece che di condivisione. Il settarismo di ciascuna tribù alimentare, soprattutto negli Stati Uniti, ha trasformato in estranei coloro che seguono altri “precetti” alimentari.

L’antropologo Marino Niola (foto Dialoghi di Pistoia)

La dieta, che deriva dal greco “diaita”, il cui significato originale era “stile di vita”, oggi ci identifica come forma di restrizione morale, religione del corpo che ha sostituito l’etica e la religione.

“La fede si pesa in chilogrammi e si misura in centimetri” asserisce con efficacia lapidaria Marino Niola.

La religione, cacciata dalla porta, rientra dalla finestra sotto le diverse forme della precettistica alimentare. Niola ripercorre il nesso fra cibo e cultura a partire dalle antiche civiltà per poi proseguire analizzando i precetti alimentari delle tre grandi religioni monoteiste moderne.

Cita gli stiliti, Paolo di Tarso nella lettera ai Corinzi, Euripide nelle Baccanti. Anche nei tempi antichi mangiare o non mangiare costituiva un fattore identitario. Già nel VII secolo a.C. vigeva l’obesofobia, la lotta al grasso, inteso come inferiorità morale e segno di un carattere deteriore perché incarna l’egoismo, l’avidità di alcuni a danno degli altri componenti della comunità. Quindi un disvalore di carattere civile e non estetico.

Mentre in passato il digiuno era una sorta di sacrificio religioso, oggi è per l’Io. Alla fame di vita della generazione precedente si sono sostituite le paure del nostro tempo. Il digiuno è diventata la misura salutista per eccellenza che unisce anima e corpo in un concetto di purificazione.

Il modello alimentare virtuoso è diventato una religione globale e la longevità una delle parole più ricorrenti anche nelle ricerche della rete. Il sogno e al tempo stesso l’incubo dell’Occidente sazio.

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