martedì, Settembre 8, 2026

Dialoghi, l’appello di Enzo Bianchi: il cibo è condivisione, non consumo

PISTOIA – “Cibo, tavola e condivisione” è l’argomento con quale il monaco cristiano e saggista Enzo Bianchi ha intrattenuto il pubblico accorso sotto il tendone di piazza Duomo per assistere alla sua conferenza, prevista nell’ambito della manifestazione “I Dialoghi di Pistoia”.

Il fondatore della comunità di Bose ha iniziato parlando di ciò che sta succedendo a Gaza, della guerra che porta sofferenza, nega il cibo e la sua condivisione. Il suo appello alla “cessazione della carneficina del popolo palestinese”, così si è espresso, ha riscosso uno scrosciante applauso.

Enzo Bianchi sul palco dei Dialoghi di Pistoia (foto di Giovanni Fedi)

Poi ha iniziato ad argomentare su ciò che rappresenta il cibo per l’uomo. “Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach – spiega Enzo Bianchi – scrisse che l’uomo è ciò che mangia, perché  è fatto dalla materia che lo circonda. La Bibbia – che lui chiama “il grande codice” – ci dice che Dio ha messo a disposizione dell’uomo tutta la natura per potersi sfamare. Tutto ciò, però, con un limite, l’uomo non può prevaricarla, divorandola e distruggendola”.

In questo senso la cucina è un’officina che separa il cibo dal suo consumo. Fare da mangiare è prendersi cura del cibo e prepararsi all’epifania della tavola, dove si consuma, si parla, si condivide. Ha raccontato anche della commozione che lo ha colto quando sua madre ha tolto il bel tavolo in noce da casa, per sostituirlo con uno in plastica più moderno. Ma il cibo e la tavola sono anche carità.

“Ricordo che mio padre – sottolinea Enzo Bianchi – lasciava sempre una sedia vuota introno al tavolo perché diceva che avrebbe potuto bussare un passante o un povero affamato”. Ed è perciò che il cibo non deve essere divorato, ma consumato con parsimonia, sfamandosi senza abbuffarsi.

Il cibo deve rispondere al bisogno, senza essere sprecato, non come oggi avviane che spesso “i frigoriferi sono l’anticamera della pattumiera.”

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