mercoledì, Settembre 9, 2026

Dirigente Cisl a rischio licenziamento, l’incredibile vicenda di una “epurazione”

di Alberto Vivarelli

PISTOIA – Nella Cisl scoppia il caso Lauria. La segretaria generale Daniela Fumarola, ha avviato un procedimento disciplinare nei confronti di Francesco Lauria, pistoiese d’adozione, ricercatore, studioso e formatore che da molti anni ricopre incarichi importanti al Centro Studi Nazionale Cisl di Firenze, a Roma nella confederazione e a livello europeo.

Francesco Lauria

Un procedimento che ha il sapore dell’epurazione.

“Nella Cisl ciò avviene da parecchio tempo – spiega Lauria -. L’attuale segretaria generale Daniela Fumarola – dopo il Congresso nazionale “trionfale” di luglio in cui è stata rieletta con il 100% dei voti – non sfugge a questa grave involuzione”.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Personaggi storici cislini come Gian Primo Cella, Paolo Feltrin, Bruno Manghi, Romano Prodi, Tiziano Treu, hanno sottoscritto un accorato appello a Fumarola a sostegno del ricercatore pistoiese.

A distanza di poche ore sono stati resi pubblici un secondo appello sottoscritto da Giorgio Benvenuto (ex segretario generale Uil), Giuliano Cazzola (ex segretario confederale Cgil) e Savino Pezzotta (ex segretario generale Cisl) e un terzo sottoscritto da numerosi docenti universitari italiani che hanno collaborato, nei suoi venti anni di carriera sindacale, con la Cisl proprio attraverso Lauria.

Già da settimane Lauria aveva annunciato le proprie dimissioni dal lavoro in Cisl, accompagnandole con una riflessione critica sulla linea politica del sindacato e sull’involuzione dei metodi nei rapporti interni. Il 15 settembre, tuttavia, a conferma di come oggi viene intesa la libertà di pensiero in via Po, gli è stata consegnata una lettera di contestazione disciplinare. Un atto che, con ogni probabilità, rappresenta il preludio a un licenziamento.

Abbiamo interpellato il dottor Lauria per conoscere i particolari di una storia che sembra surreale.

Come è nata questa vicenda?

Le prime difficoltà con Fumarola si sono sviluppate in occasione della mia esperienza di rappresentante eletto di tutto il personale Cisl, a Roma, come a Firenze. Fumarola non ha mai sopportato la mia indipendenza di giudizio e il fatto che non avallassi decisioni molto discutibili.

Come sono stati i suoi rapporti con i segretari generali Cisl precedenti?

Direi tutti ottimi. Ho iniziato nell’ultimo periodo di Savino Pezzotta, come ricercatore al Cesos, un centro studi sindacali promosso dalla Cisl, ho continuato con Raffaele Bonanni e con Annamaria Furlan, lavorando bene anche con Gigi Sbarra, al di là delle innegabili differenze politiche. Sono stato, inoltre, per anni considerato il braccio destro del segretario generale aggiunto, il veneto Giorgio Santini.

Qual è stato il punto di rottura con Fumarola?

La vicenda è surreale. La segreteria generale Cisl mi ha chiesto di supportare un sociologo di fama internazionale come Guido Baglioni nell’aggiornare un suo libro sulla storia della Cisl, precedentemente edito dalla casa editrice “Il Mulino”. Cosa che ho fatto e per la quale sono anche stato retribuito. Alla consegna della bozza, alcune minime critiche al Governo Meloni, peraltro nella parte del libro scritta da Baglioni e non da me, hanno fatto bloccare la pubblicazione, prevista per il congresso nazionale di luglio e della quale “Edizioni Lavoro”, la storica casa editrice della Cisl, per la quale da quasi venti anni collaboro anche io, aveva appositamente acquistato i diritti. Avevamo anche cancellato le minime critiche alle politiche di Giorgia Meloni, ma non è bastato, ormai eravamo “marchiati”. Successivamente la Cisl ha provato a bloccare anche il mio ultimo libro: “Prospettive Sindacali”, senza successo perché era già stato stipulato e firmato un contratto con la stessa “Edizioni Lavoro”. Peraltro il libro è già quasi esaurito.

Poi cosa è successo?

Beh, c’è stato l’incredibile mancato invito al congresso nazionale di luglio. Potrei sbagliarmi di poco, ma credo di essere stato l’unico operatore della sede confederale di via Po su 140 a non aver potuto partecipare ai lavori. Sono quindi andato al mare con la mia famiglia.

Ha provato a “riconciliarsi” con Daniela Fumarola?

Certamente. Le ho scritto una lettera accorata e privata. Nessuna risposta. Assordante silenzio.

Come sono precipitate le cose?

Quando il mio nuovo libro è stato bloccato e non portato al congresso nazionale ho detto basta e coinvolto un avvocato. Di lì è stato un piano inclinato: diffide legali, abiure di dirigenti nazionali, richieste di danni, colleghi da oltre venti anni che mi davano del “lei”. Fino a 25 incredibili contestazioni disciplinari, recapitate per posta Pec il 25 settembre, tra cui aver fotografato, prima di una fantomatica inaugurazione, il calciobalilla del Centro studi Cisl di Fiesole, luogo nel quale lavoro dal 2012.

Secondo lei da parte della Cisl sono stati adottati comportamenti trasparenti?

No. Sono stato anche registrato di nascosto. Motivo per cui ho denunciato, tra gli altri, la segretaria generale Daniela Fumarola ai probiviri confederali. Anche i miei social, si evince dalla contestazione, sono stati monitorati 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Lei però nei confronti di Fumarola c’è andato pesante

È vero. In un articolo ho rispolverato le “storiche” intercettazioni di quando lei era segretaria generale della Cisl di Taranto e si faceva dettare dall’Ilva dei Riva chi doveva far eleggere segretario della categoria dei metalmeccanici. Le ho riprese, però, dal sito di Repubblica, non dal dark web.

La Cisl è sotto accusa e indagine per le infiltrazioni al suo interno della ‘ndrangheta, in particolare a Torino

Purtroppo sì, la vicenda riguarda la categoria degli edili.

Ha ricevuto attestazioni di solidarietà?

Molti miei colleghi e colleghe sono assolutamente impauriti, intimoriti. Faticano persino a salutarmi. Ma i tre appelli a mio favore in poche ore, la mobilitazione dal basso dei rappresentanti sindacali in azienda e dei miei corsisti di questi anni a Firenze, oltre alle attestazioni di solidarietà da alcuni sindacati europei, mi hanno oggettivamente rinfrancato.

Qualche reazione dalla Cisl di Pistoia o della Toscana Nord?

Assolutamente nessuna. Anzi, la presentazione del mio libro su Don Milani e il mondo del lavoro, prevista per il 26 settembre prossimo presso la sede della Provincia di Massa Carrara è stata fatta saltare per improrogabili e imprecisati impegni sopraggiunti. E’ vero, però, che da alcuni anni sono iscritto alla Cisl di Firenze, lavorando nel capoluogo. Prevengo la domanda. No, nemmeno dalla Cisl di Firenze nessun segnale. Se non che il segretario generale Fabio Franchi, che io avevo contattato, mi ha scritto chiedendomi se avessi dato disdetta al sindacato, probabilmente per invalidare il mio ricorso ai probiviri.

Il suo stato d’animo in mezzo a questa tempesta?

Sono sincero. Molto, molto provato. Tutto questo è avvenuto nonostante fosse noto che avessi alcuni seri problemi di salute. Alla Cisl, evidentemente non interessa. Mi sono state confermate, per ora, parte delle imminenti missioni di lavoro all’estero, ma secondo molti, il licenziamento è sicuro. Non verrò nemmeno convocato a Roma, avendo già ribattuto punto per punto in forma scritta a tutte le 25 incredibili e strumentali accuse. Impugnerò il probabile licenziamento, tutelandomi ovviamente in tutte le sedi possibili: associative, civili e penali. Lo farò pensando ai lavoratori e alle lavoratrici che credono ancora nel sindacato e nella Cisl. Lo farò pensando a Pierre Carniti, indimenticabile segretario generale, a cui, negli ultimi anni della sua vita, sono stato molto vicino, collaborando ad un Premio per giovani ricercatori sui temi del lavoro e delle relazioni industriali.

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