mercoledì, Ottobre 21, 2026

Distretto vivaistico di Pistoia, nasce la Commissione di confronto strategico

PISTOIA – Sostenere la competitività delle imprese e trasformare le sfide del vivaismo in opportunità di crescita per il territorio, grazie alla messa in comune delle idee e proposte delle associazioni agricole e di AVI. È la direzione indicata dall’assemblea del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia, che ha riunito una significativa partecipazione di istituzioni, organizzazioni professionali agricole, imprese ed enti, confermando la volontà di consolidare un percorso comune.

I partecipanti all’assemblea del Distretto

Il comparto vivaistico è chiamato ad affrontare questioni sempre più complesse: dalle emergenze fitosanitarie alla disponibilità della risorsa idrica, dai cambiamenti climatici all’aumento dei costi di produzione, fino agli investimenti necessari in ricerca, innovazione e competenze. Sfide che richiedono risposte coordinate, capaci di mettere a sistema le esperienze delle imprese e le competenze delle organizzazioni di rappresentanza.
L’obiettivo è individuare le priorità del comparto, valorizzare le diverse competenze e consolidare un’interlocuzione autorevole con le istituzioni, nell’interesse dell’intera filiera vivaistica e del territorio pistoiese.
Per dare continuità al percorso avviato, l’assemblea si è dotata di una Commissione di confronto strategico, quale sede stabile di confronto di idee e proposte tra le organizzazioni agricole e AVI. Ne faranno parte i rappresentanti di Coldiretti, CIA – Confederazione Italiana Agricoltori e Confagricoltura, insieme al presidente dell’Assemblea di Distretto e all’Associazione Vivaisti Italiani, in qualità di soggetto referente del Distretto. La Commissione avrà il compito di raccogliere le esigenze che si concentrano nell’area distrettuale, individuare le priorità condivise ed elaborare proposte, che AVI come braccio operativo contribuirà a tradurre in azioni concrete per il Distretto.
La Commissione punta così a costruire un’agenda condivisa, orientata a obiettivi concreti e verificabili, valorizzando le diverse sensibilità come componenti complementari di un unico sistema produttivo e territoriale.

Francesco Ferrini

«Il ruolo del Distretto è dare una direzione condivisa alle proposte, individuare le priorità e costruire un metodo capace di tradurre gli indirizzi in impegni concreti», sottolinea Francesco Ferrini, presidente del Distretto rurale vivaistico ornamentale di Pistoia. «La competitività del sistema produttivo deve procedere insieme alla qualità del lavoro, alla tutela delle risorse, alla conoscenza e al benessere della comunità. Il Distretto deve quindi rafforzarsi come interlocutore riconoscibile per la programmazione territoriale, capace di presentare alle istituzioni proposte maturate attraverso il confronto e sostenute da competenze adeguate».
«Il vivaismo pistoiese si trova davanti a un passaggio decisivo. I risultati raggiunti sui mercati internazionali sono un patrimonio importante, ma non bastano da soli a garantire il futuro del settore. Serve una visione capace di trasformarsi in progetti e risultati», afferma Vannino Vannucci, presidente dell’Associazione Vivaisti Italiani. «Come AVI, soggetto referente del Distretto, lavoriamo per dare attuazione alle priorità condivise: dalla tutela e valorizzazione della produzione alla formazione delle nuove generazioni, fino alla diffusione della cultura del verde e al rafforzamento del legame tra vivaismo e territorio. La forza del Distretto sta nella capacità di integrare dimensione economica, sociale e culturale, raggiungendo traguardi che i singoli soggetti non potrebbero conseguire da soli».
«Torniamo a lavorare all’interno del Distretto dopo un dialogo proficuo con tutti i soggetti coinvolti e valutiamo positivamente l’istituzione della Commissione di Confronto Strategico, quale strumento necessario a coinvolgere tutte le parti interessate per far emergere aree di sviluppo, criticità da affrontare, idee progettuali da proporre e le relative linee di finanziamento da intercettare. Una commissione che ci auguriamo possa lavorare nel migliore di modi includendo a seconda dei temi emergenti, dalle rappresentanze dei lavoratori alle amministrazioni territoriali, a partire dal Comune di Pistoia che può svolgere un importante ruolo di stimolo e promozione dell’utilizzo della commissione di confronto strategico in linea con la legge regionale sui distretti individuare soluzioni e sviluppare progetti, coinvolgendo anche le istituzioni e le rappresentanze dei lavoratori», dichiara Francesco Ciarrocchi, direttore di Coldiretti Pistoia. «Dobbiamo partire da ciò che ci unisce, valorizzando le competenze di ciascuno. Ascolto e rispetto reciproco sono indispensabili per trasformare il confronto in opportunità di crescita per le imprese e per tutto il territorio».
«Il lavoro del Distretto e dell’AVI è importante per rafforzare la coesione del settore. Come CIA Toscana Centro condividiamo la necessità di individuare priorità comuni e tradurle in iniziative capaci di sostenere l’intera filiera e consolidare il ruolo internazionale del vivaismo pistoiese», evidenzia Lapo Baldini, direttore di CIA Toscana Centro. «Dobbiamo valorizzare il contributo del comparto allo sviluppo economico e sociale, rafforzandone le relazioni con il territorio e la capacità di competere sui mercati esteri. Fare sistema significa trasformare le potenzialità del Distretto in opportunità reali per le aziende e la comunità».
«Plaudiamo al percorso avviato dal Distretto e dall’Associazione Vivaisti Italiani per unire il settore attraverso un confronto capace di riconoscere pienamente il valore strategico del vivaismo», afferma Luca Magazzini, presidente di Confagricoltura Pistoia. «Il Distretto è lo strumento di dialogo e condivisione, con AVI come soggetto referente e braccio operativo per tradurre gli indirizzi comuni in progettualità. Sono convinto che questo lavoro porterà risultati importanti per tutta la filiera. Occorre inoltre investire nella cultura del verde e costruire una comunità educante che avvicini i giovani al vivaismo, facendo conoscere le opportunità professionali e di crescita offerte dal settore».
Il lavoro comune si svilupperà attorno a tre direttrici: ricerca, innovazione e sostenibilità del sistema produttivo; formazione e nuove competenze; integrazione tra vivaismo, città e territorio. Ambiti che richiedono la collaborazione di imprese, organizzazioni agricole, istituzioni, scuole, università e centri di ricerca.
Il rafforzamento della collaborazione assume particolare rilievo alla luce dei protocolli “Piante di Toscana” e “Pistoia Capitale delle Piante”, che offrono occasioni per connettere il sistema produttivo alle politiche pubbliche, alla rigenerazione urbana e alla crescita culturale della comunità.
Sottoscritto il 25 giugno 2026 dalla Regione Toscana, dall’Associazione Vivaisti Italiani e Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, il protocollo “Piante di Toscana” punta a valorizzare il vivaismo come elemento distintivo dell’identità regionale, promuovendo qualità, origine e sostenibilità delle produzioni. La cabina di regia regionale ha individuato tra le priorità la formazione, l’internazionalizzazione, la tutela fitosanitaria, l’innovazione tecnologica, la gestione della risorsa idrica e la riforestazione urbana. Il Distretto pistoiese può contribuire a questo percorso mettendo a disposizione il proprio patrimonio produttivo, scientifico e imprenditoriale.
Anche Fondazione Caript conferma il proprio impegno a sostegno di iniziative capaci di coniugare qualità produttiva, ricerca e benessere collettivo.
«Siamo di fronte a un’opportunità importante, da cogliere con determinazione per il bene dell’intero territorio. Come Fondazione abbiamo sostenuto il percorso che ha portato alla nascita di PistoiaFitoLab, nella convinzione che la qualità produttiva e ambientale del vivaismo riguardi tutta la comunità», afferma Luca Gori, presidente di Fondazione Caript. «Sosterremo con convinzione le progettualità dedicate all’educazione e alla formazione, che potranno trovare nell’area del Parco GEA un luogo concreto di sviluppo. Crediamo inoltre nella rigenerazione urbana come occasione per avvicinare il settore vivaistico alla città, creando nuove opportunità di incontro e collaborazione tra imprese, cittadini e territorio».
Le piante, infatti, non sono soltanto una risorsa economica: rappresentano infrastrutture verdi essenziali per affrontare il cambiamento climatico, migliorare la vivibilità urbana e costruire paesaggi più resilienti. Il vivaismo può contribuire attivamente alle politiche ambientali e urbanistiche, favorendo il dialogo tra chi produce le piante, chi progetta gli spazi pubblici, le amministrazioni e le comunità che li vivono.
In questa prospettiva, educazione e formazione diventano leve strategiche per il futuro del comparto. Mettere in relazione scuole, Istituto Agrario Barone de Franceschi, ITS vivaistico, università e imprese significa accompagnare i giovani dalla conoscenza delle piante alla formazione specialistica e all’occupazione qualificata. Un investimento che può attrarre nuove competenze, trasferire innovazione nelle aziende e rafforzare la competitività del Distretto.
La dimensione culturale e sociale trova espressione anche nel format “La città delle piante”, le cui assemblee aperte, avviate nel dicembre 2025 e proseguite nel giugno 2026, hanno registrato una partecipazione crescente. L’obiettivo è rendere l’eccellenza vivaistica parte integrante dell’identità collettiva, coinvolgendo cittadini e imprese nella costruzione di un modello di sviluppo fondato sulla cura del paesaggio, sulla rigenerazione urbana e sull’adattamento climatico.
L’assemblea rilancia così un impegno comune: consolidare il Distretto come sede di sintesi e progettazione, mettendo in condizione di fornire un proprio contributo a tutte le componenti del distretto, comprese le istituzioni, mondo della ricerca e le comunità locali. La sfida è trasformare la forza produttiva del vivaismo pistoiese in un valore condiviso, capace di generare opportunità economiche, ambientali, culturali e sociali. Perché il futuro del settore non si costruisce soltanto nei vivai, ma anche attraverso la conoscenza, la cooperazione e la capacità di riconoscere nelle piante una risorsa strategica per il territorio e per le generazioni future.

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