di Simone Tofani
CARMIGNANO – Conclusa alla Rocca di Carmignano la quarantacinquesima edizione del Festival delle Colline con Don Antonio e il gruppo pistoiese Òvera.
La lunga esperienza della band pistoiese dà il via alla serata con musicalità senza tempo, uno stile pulito che è ben lontano dal noise che contraddistingue il rock, ma che si sposa perfettamente con la loro ricercata creatività.

Ultimo cambio di palco per questa edizione con Don Antonio, nome d’arte del faentino Antonio Gramentieri, che porta sul palco della Rocca di Carmignano le sue grandi doti di musicista e compositore, dando vita ad una performance, veramente degna di nota.

La sua grande esperienza, che l’ha visto calcare palchi di tutto il mondo, viene fuori fin dalle prime della sua chitarra. Cercare di etichettare la musica sotto un genere solo, sarebbe riduttivo, anche perché riesce ad armonizzare un più stili insieme dando vita a ritmi incalzanti, che prendono molte volte il colore e le sonorità del Folk e del Blues, non mancano leggere spruzzate di Bossa Nova e di un Twang che risuona
dalla sua chitarra come una voce che ci guida fra brano e brano.
Tutta questa ricchezza è sapientemente dosata, così da trasportare l’ascoltatore in un viaggio immaginario attraverso le epoche e i luoghi, come un passaggio sopra l’Adriatico, fino a scendere nel Sud del Mediterraneo, un tocco arabeggiante si avverte durante quel passaggio, per poi tornare subito attraverso il mare, in lidi conosciuti.










