PISTOIA – “Una comunità non si costruisce chiudendo le porte, ma trovando il coraggio di tenerle aperte, soprattutto a chi non ha nessuno.

In questi anni, a Ramini come a Vicofaro, abbiamo accolto tante persone, rispondendo a un preciso appello del Magistero della Chiesa. Lo abbiamo fatto con i mezzi e le strutture che avevamo a disposizione, certamente limitati, ma con la convinzione che davanti a una persona in difficoltà non ci si possa semplicemente voltare dall’altra parte.
Le regole vanno rispettate, anche nell’accoglienza. Non mi sono mai sottratto alle verifiche, né alle mie responsabilità.Ma mi colpisce che si trovino tante energie per denunciare la presenza dei poveri e così poche per chiedersi dove potrebbero andare, chi dovrebbe prendersene cura e quale responsabilità abbiamo tutti nei loro confronti.
Una comunità non si giudica da quanto riesce a tenere lontani i poveri, ma dalla sua capacità di prendersene cura, anche con pochi mezzi. Come una famiglia che, pur avendo poco da offrire, tiene sempre aperta la porta di casa a chi ha bisogno.
Mi domando allora: quale insegnamento vogliamo dare ai nostri giovani, ai nostri figli? Quello di una comunità che si difende dai poveri o quello di una comunità che, pur tra mille difficoltà, trova il coraggio di accoglierli?
Non pretendo di avere tutte le risposte. So soltanto che il Vangelo mi chiede di non voltarmi dall’altra parte.
Io continuerò a stare dalla parte degli ultimi. Non contro qualcuno, ma accanto a chi non ha nessuno.
Non per provocazione, non per ideologia, ma per fedeltà al Vangelo”.
Don Massimo Biancalani
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